Paletti

Super

2018 (Woodworm) | synth-pop

Terzo album con tre etichette diverse per Paletti, il cui percorso è sempre più caratterizzato dal protagonismo delle sonorità elettroniche. Il debutto “Ergo Sum” (2013) cercava un equilibrio tra tastiere/synth e chitarre, mentre il successivo “Qui e ora” (2015) poneva l’accento sulla strumentazione digitale ma non mancava di sfumature prodotte dalle chitarre. Qui, queste ultime non sono proprio sparite, ma quasi, e ormai il suono dell’autore bresciano è univocamente legato al synth-pop, con un range che parte dagli anni Ottanta e tocca brevemente anche la dance anni Novanta in "Capelli blu" e in "Accidenti a te" e quell’elettronica apprezzata dal pubblico indie-rock di metà anni Duemila in "Più su".

Già nella nostra intervista relativa al disco precedente, Paletti affermava che “tutti i brani rispettavano l’urgenza di esprimere veramente quello che provavo e sentivo”, e anche nella presentazione di questo terzo lavoro, l’autore enfatizza l’importanza della correlazione tra il sound e il proprio stato d’animo interiore, non solo suo, ma anche di chi lo ascolta. “La tua vita va vissuta con tutto il tuo coraggio, il sorriso e con il pugno alzato verso il cielo, nonostante tutto, sempre”, ci dice Paletti, e per dare la maggior concretezza possibile a questi concetti, era necessario sparare fuori un suono tanto semplice e diretto quanto, a suo modo, senza compromessi, che si disinteressa di ricercatezze, dinamiche e sfumature, ma sbatte in faccia all’ascoltatore una produzione dritta, forte, sfrontata.

La vera forza di questo disco, nonché il vero motivo che giustifica una produzione sì funzionale come dicevamo sopra, ma anche troppo standardizzata, sono i testi. Queste undici canzoni rappresentano altrettante trattazioni di tematiche con cui abbiamo avuto a che fare tutti o quasi, ma con un grado di lucidità e di messa a fuoco difficile da trovare in un disco italiano. Non si parla dei massimi sistemi, ma di situazioni più o meno grandi che, volenti o nolenti, influenzano la nostra vita.
Il disagio dell’ultratrentenne nel continuare a fare vita notturna solo perché i propri coetanei continuano a farlo ma sentendo quel mondo sempre più lontano da sé ("La notte è giovane"); la difficoltà di affrontare le problematiche quando una relazione sentimentale è divenuta stabile, preferendo mantenere la comodità dello status quo ma concedendosi evasioni come sfoghi conseguenti al raffreddamento del sentimento ("Lui, lei, l'altro"); l’arrivo di un figlio e la voglia di fargli capire subito che il mondo non è certo tutto rose e fiori, cosa però molto difficile da spiegare a parole e che dev’essere compresa dal sangue del nostro sangue quanto prima e sulla propria pelle ("Eneide", intitolata così perché il nome del figlio in questione è Enea); le degenerazioni che possono derivare dall’eccessivo utilizzo della Rete come rifugio dagli spigoli su cui necessariamente si sbatte quando si vive la vita vera ("Chat ti amo").

Testi di un così alto livello, associati a un senso melodico e un timbro vocale solidi e al sopra descritto suono, rendono le canzoni particolarmente coinvolgenti, ed è facile che la voglia di ascoltare questo disco torni, nonostante le perplessità sotto l’aspetto della produzione. Il momento migliore è rappresentato da una "Nonostante tutto" nella quale i punti di forza sopracitati sono ancor più evidenti e, per una volta, anche il suono è dotato della giusta sensibilità.
Sempre Paletti nella stessa presentazione del disco parla di “enormi contraddizioni che sono le mie, le tue, le nostre”, e come le contraddizioni possono rendere interessante e valida una persona, possono anche far funzionare una canzone e un intero disco, come succede in questo caso.

(31/01/2018)



  • Tracklist
  1. A che serve l’amore
  2. La notte è giovane
  3. Lui, lei, l’altro
  4. Più su
  5. Pazzo
  6. Nonostante tutto
  7. Eneide
  8. Capelli blu
  9. Jimbo
  10. Chat ti amo
  11. Accidenti a te
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Recensioni

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