Paola Tagliaferro

Fabulae

2018 (Owl Records) | folk-prog

E’ una piacevole sorpresa ritrovarsi tra le mani un nuovo progetto di Paola Tagliaferro. Un’attesa durata ben sei anni, che l’artista ripaga con un disco elaborato e profondo, frutto di un percorso spirituale e filosofico dove buddismo, induismo, psicologia e filosofia zen nutrono una musicalità tanto devota all’avanguardia, quanto alla musica classica e al rock progressivo.
“Fabulae” è l’ultimo tassello di un percorso iniziato sul finire degli anni 70. Dopo alcune sparute incisioni poco convincenti, la ricerca artistica di Paola Tagliaferro si sposta verso altre forme d’arte come la danza e la pittura. Il ritorno nel mondo della musica avviene con due album alquanto confusi e privi di una direzione creativa precisa, a questo punto l’artista sente il bisogno di dare una corporatura più tecnica alle sue intuizioni, iscrivendosi al Conservatorio di Vicenza, da lì intraprendendo una serie di studi e di confronti con altri linguaggi musicali, come la musica sperimentale e quella etnica, con particolare attenzione alla cultura indiana.

Un primo timido e interessante progetto con Max Marchini (“Chrysalis”), mette in luce le potenzialità e lo stile ancora acerbo della musicista, che dopo tre anni offre un’eccellente prova di maturità con il disco “Milioni Di Lune” (ancora in coppia con Max Marchini), senza rinunciare ad un lavoro di ricerca e di crescita che la porta a cimentarsi come attrice nel film “Dust To Dust”, e a collaborare con Francesco Paolo Paladino (" The Son Of Unknown Fish"), Paul Roland (“ White Zombie"), i finlandesi Permanent Clear Light, Lino Capra Vaccina e il compositore Giuliano Palmieri.
A questo si aggiunge l’impegno con l’Accademia internazionale delle arti -La compagnia dell’Es-, da lei fondata, un’associazione culturale no profit che tra le altre cose promuove,  con successo, l’attribuzione della cittadinanza onoraria per Greg Lake; un evento che farà nascere anche un’amicizia con la moglie Regina Lake, che l’artista ringrazia nelle note di copertina per il supporto ricevuto nella realizzazione della versione in lingua inglese.

Accompagnato da un elegante libretto, “Fabulae” è un disco coraggioso, ricco di una poesia alquanto aliena alla produzione contemporanea. Paola Tagliaferro predilige alla magniloquenza del progressive un suono più intimo, quasi letterario, pittorico, sottolineando con maggior convinzione l’appartenenza culturale alla terra natia, grazie ad un delicato folk esoterico la cui dimensione temporale resta sospesa, magica. E' un progetto facile da racchiudere in termini come, elegante, raffinato, spirituale, intenso, nostalgico, intimo o allegorico, ma difficile da cogliere nella sua complessità se non si tiene presente l’enorme quantità di input creativi che si celano dietro parole e note.

In “Fabulae” l’elemento in prima linea è la voce, ad essa vengono affiancate pochi strumenti al fine di rendere limpido il suono delle parole ed anche il loro significato più intimo, ed è in questo ambito che emergono subito alcune peculiarità del progetto: Paola Tagliaferro infrange spesso le regole metriche e armoniche cambiando registri e toni, ora cantando alternando toni da mezzosoprano a quelli di contralto, ora bisbigliando e sussurrando concedendosi perfino un fiabesco recitativo.

Sul versante strumentale le linee guida sono altrettanto personali  e originali, con una musicalità dalla squisita e autentica sensibilità femminile, per molti versi più autonoma e sempre meno derivativa rispetto alle pur eccellenti prove precedenti. La fusione di elementi prog e avant-garde con filosie zen e un minimalismo lirico radicato più nella tradizione popolare che in quella concettuale, offre all’ascoltatore il piacere di godere di tutte le sfumature degli undici brani.
L’ascolto di “Fabulae” è un susseguirsi di interessanti intuizioni: il suono della viola e del dulcimer in “Bianca Dea”, il pizzicato del violino che scalfisce il delicato recitato/cantato sorretto da piano e viola in “Il Risveglio Della Lupa”, il connubio tra strumenti elettronici e didgeriddo su un tappeto di tamburi in “Il Tamburo Di Sciamana”, l’evanescente timbro del piano in “Fanciulla Alata” sono frutto di un’abile ricerca tonale.

Altro elemento fondamentale di “Fabulae” è la contaminazione, che trova la sua miglior esegesi nell’estatica “Algoritmo: Un Ponte Tra Due Mondi” che si avvale della presenza di Akhilesh Gundecha che con il pakhawaj tesse un ciclo ritmico ipnotico e tenue di raro fascino, una magia che in parte si rinnova in “La Signora Ying e Il Signor Yang”, questa volta grazie all’arpa da tavolo cinese (zither). Inserite come bonus track, la rispettosa versione di “Moonchild” dei King Crimson e il duetto con Bernardo Lanzetti  “Absent Friend,” sono due sentiti omaggi al mondo della musica prog-rock, che è stata fondamentale per il percorso creativo della musicista.
Ancora una volta Paola Tagliaferro dimostra di aver ben chiari gli obiettivi della sua ricerca, caratterizzata da una costante attenzione a quei flussi culturali che, partendo dalla tradizione popolare e da quella colta, tentano con dignità e rigore di dare ancora un senso al concetto di musica come espressione autentica dell’animo umano, ed in questa chiave di lettura ,“Fabulae” è un altro raffinato successo creativo.

(07/12/2018)



  • Tracklist
  1. The Awakening Of The She-Wolf / Il Risveglio Della Lupa 
  2. The Bluebeard's Room / La Stanza Di Barbablu' 
  3. White Goddess / Bianca Dea 
  4. Bird Maiden / La Fanciulla Alata 
  5. The Swan Can't Be A Duck / Un Cigno Non Puo' Essere Un'anatra
  6. The Shaman's Drum / Il Tamburo Della Sciamana 
  7. The Soul's Skin / La Pelle Dell'anima 
  8. The Day Of The Moon / Il Giorno Della Luna 
  9. Algorithm: A Bridge Of Two Worlds / Algoritmo: Un Ponte Tra I Due Mondi 
  10. Mrs Yin And Ms Yang / La Signora Yin E Il Signor Yang 
  11. The Alchenists / Gli Alchimisti 
  12. Moonchild (bonus track)
  13. To Absent Friends (bonus track)


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