Paul Simon

In The Blue Light

2018 (Legacy) | songwriter, jazz-pop

Se durante le ultime fasi della sua straordinaria carriera Paul Simon ha dimostrato di avere ancora molto da dire (ricordiamo, per esempio, l'ultimo "Stranger To Stranger" con cui ci aveva lasciati nel 2016), nel nuovo album l'ex-metà di Simon & Garfunkel spiazza un po' tutti. "In The Blue Light" è infatti un album di remake di canzoni pubblicate in precedenza, selezionate con cura dal cantautore tra quelle che, secondo lui, non avevano ottenuto giustizia. L'obiettivo dichiarato è stato quello di "dare una nuova mano di vernice sui muri di una vecchia casa di famiglia". Fatta questa premessa, sarebbe facile ascoltare "In The Blue Light" con l'orecchio teso al confronto verso le copie originali, ma Paul Simon - che non è proprio l'ultimo arrivato - decide di assemblare un puzzle di canzoni che si intrecciano narrativamente per formare un'opera inedita dedicata a temi sempiterni come l'intolleranza, l'amore, la violenza e persino l'ecologia. Inutile dire che, se l'intento è quello di dare nuova luce a brani dimenticati, non c'è posto per rielaborazioni provenienti da album già perfetti come "Graceland": quasi metà delle canzoni proviene difatti da "You're The One"(2000), mentre le altre sono state prelevate da lavori che spaziano dal 1973 ("There Goes Rhymin' Simon") al più recente 2011 ("So Beautiful Or So What"). 

In coincidenza con il suo tour di addio, "In The Blue Light" è un disco intimo di riscoperta personale, in cui Simon si fa guidare da un team di musicisti esperti che comprende, fra gli altri, Bill Frisell (chitarra), Jack DeJohnette (batteria) Wynton Marsalis (tromba) e Bryce Dressner dei National. Generalmente, gli arrangiamenti più spogli permettono alle parole di Simon di emergere in modo più rilevante: è questo il caso dell'opener "One Man's Ceiling Is Another Man's Floor", battezzata dal pianoforte jazz di Joel Wenhardt che scardina il brano mantenendone tuttavia le fondamenta, fino all'esplosione dei fiati sul finale. Un trattamento analogo viene riservato a "Love", che pur conservando la sua ossatura originaria assume movenze più leggiadre grazie alla chitarra impalpabile di Frisell.

Paul Simon aggiorna sovente anche i testi, sostituendo parole e variando accezioni e punti di vista. Quel che lascia con sorpresa da parte è invece la sua innata passione per la musica etnica, che tanto ha caratterizzato la sua carriera solista. In "Can't Run But" le percussioni africane spariscono del tutto e vengono sostituite dal sestetto da camera dell'yMusic, guidato da Bryce Dessner. Una scelta che si rivela spesso azzeccata, come è il caso di "René And Georgette Magritte With Their Dog After The War", che viene spogliata dall'originale doo-wop per divenire una meditazione orchestrale sul potere unificante dell'arte, specialmente per tutte quelle persone che si sentono lontane da casa.

Un altro momento riuscito è fornito da uno dei capolavori dimenticati di Simon, "Darling Lorraine", dramma matrimoniale narrato dal punto di vista di Frank. Il cantautore a 76 anni continua a farsi domande e cercare le risposte, come dimostrato anche della noir ballad finale di "Questions For The Angels". Nel corso del disco, c'è spesso una sensazione malinconica che aleggia tra le note, che trae giovamento dalla maggiore esperienza di Paul Simon, che proprio quest'anno ha deciso di ritirarsi dalla scena live. Ciò di cui si sente la mancanza, tuttavia, sono i punti salienti e i colpi di scena: "In The Blue Light" non stravolge assolutamente nulla, si limita a togliere la polvere e aggiungere qualche elemento, unificando il repertorio con un arrangiamento jazzistico, con le trombe e il piano che diventano un leit-motiv dell'intero disco. Poche sono le alterazioni rispetto ai prototipi e in alcuni casi suonano in maniera fin troppo simile ("The Teacher", "Some Folk's Lives Roll Easy"). 
In definitiva, il merito di Simon è di aver saputo creare un insieme di brani che assieme scorrono unitariamente come un nuovo album, se si dimentica per un momento il raffronto con il repertorio originale: ciò che manca, però, è lo stimolo alla riflessione che ci si potrebbe aspettare da un artista del suo calibro.

(11/09/2018)



  • Tracklist
  1. One Man's Ceiling Is Another Man's Floor
  2. Love
  3. Can't Run But
  4. How the Heart Approaches What It Yearns
  5. Pigs, Sheep And Wolves
  6. René And Georgette Magritte With Their Dog After The War
  7. The Teacher
  8. Darling Lorraine
  9. Some Folks' Lives Roll Easy
  10. Questions For The Angels
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