Porno Teo Kolossal

Monrovia MMXVII

2018 (Dischi Bervisti) | post-rock

Le ambizioni grandiose dei torinesi Porno Teo Kolossal di Massimo Divenuto, già ben esposte in “Tannoiser” (2015) sono ribadite e rilanciate, con l’aggiunta di particolari disorientanti, sabotaggi antiarmonici, rumore e caos nel terzo “Monrovia MMXVII”.

“Trip To Monrovia” (ventitré minuti) potrebbe essere il loro capolavoro. Potente è l’introduzione, un clima di plumbea catastrofe fatto di segni informi e isteria diffusa, ma anche un’austerità degna del Luigi Nono della “Fabbrica illuminata”. La batteria pulsante quindi alza la posta, in una jam per bufera, folate, scariche elettriche violente e voce orribilmente deforme. Come i Faust, anche i Porno scoprono il lato satanico del mixed-media. Nel vuoto rimangono a duettare una chitarra blues atonale e la voce elettronica; l’atmosfera sempre più irreale conduce a una nuova esplosione, come una versione ancor più apocalittica della “Careful” dei Pink Floyd, fino a essere sommersa dalle fitte metalliche della chitarra.

La sequenza delle altre “Monrovia” e “End Of The Dark Side” forma un altro vasto capitolo della narrazione, per un totale di trentacinque minuti. La recitazione maniacale, a metà via tra comizio delirante al megafono e monologo per vocalist folle, stavolta è al centro, le parole sono già più riconoscibili, l’accompagnamento – comunque vibrante, ben oltre i limiti del drone-rock – chiarisce anziché devastare. A metà di “End Of The Dark Side” il non-flusso si frange in un’oasi di elettronica gelida. Da qui riparte un crescendo che alla fine torna al brodo primordiale di “Trip To Monrovia”, per poi oltrepassarlo in un pinnacolo d’irrazionalità, la dissoluzione di forma e sostanza.

Minaccioso apologo fondato su una storia a metà tra cronaca nascosta e manifesta leggenda: Monrovia, capitale della Liberia, circondata da oceano e acque dolci, e il suo isolotto di sole scimmie, quelle scampate agli esperimenti e alle vivisezioni. Palese il rimando alla condizione dell’uomo in un limbo di passato preistorico e futuro senza più storia. Un blocco, un cortocircuito totale, post-marxista e ultra-nichilista. Il complesso l’ottiene e l’esplicita, talvolta in un facile atteggiamento furibondo, con un suono stratificato e chiaroscurale oltre che tempestoso, ed episodi d’insana, tellurica violenza a sconquassare la psiche più delle membra. E alla fine, e anche durante, soltanto una sensazione di fallimento: è la trasgressione più bella, ma bisogna essere pronti a riceverla. Opera non per chiunque, non per sempre e non per ovunque, quindi. Co-prodotto con Bam Balam Records.

(26/08/2018)

  • Tracklist
  1. Trip To Monrovia
  2. Monrovia
  3. End Of The Dark Side
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