Puce Mary

The Drought

2018 (Pan) | avant-noise, harsh, power electronics

Esce su Pan il nuovo album di Puce Mary, alias dietro cui si cela l’artista danese Frederikke Hoffmeier, ma non aspettatevi un disco di musica hi-tech alla M.E.S.H. “The Drought” è puro avant-noise con radici nel power electronics più oltranzista. La carica perturbante della Hoffmeier non perde il suo fascino, anzi, di fatto è l’ennesima conferma positiva dopo quel capolavoro che è stato “The Spiral”, uscito nel 2016 per Posh Isolation. Qui siamo dalle parti dei Damien Dubrovnik più ispirati, capaci di unire sinistre e cupe melodie con catartiche esplosioni rumoriste alla Ramleh.
Tra sperimentazioni harsh e devianze verso una drone music post-apocalittica, “The Drought” non è certo un facile ascolto, intriso com’è di quell’approccio radicale che caratterizza la contemporanea scena danese. Si pensi, oltre ai seminali Damien Dubrovnik, anche allo stupefacente debutto su lunga distanza di Iron Sight, progetto del giovane Isak Hansen, già membro di Empire Line.

Pregno di una carica ansiogena e di un’attitudine introspettiva quanto cupa e disturbante, l'album dell’artista danese fotografa benissimo le sue performance live. Brani strumentali come “Dissolve” e “Fragments Of A Lily” spingono sul lato più fragoroso del suo lavoro, mentre “To Possess Is To Be In Control” e “Red Desert” (traccia il cui titolo è ispirato al film "Deserto rosso" di Michelangelo Antonioni) ruotano attorno a sinistre melodie su un tappeto fatto di field recordings, esplosioni noise e spoken word di taglio esistenzialista. “It makes me sick to open my body to you, to give you all I have. If I could possess you, like I possess my own body….”, sussurra Puce Mary in “To Possess Is To Be In Control” evocando tensioni degne di un film di Ingmar Bergman. Del resto, il suo secondo album si intitolava “Persona”, proprio in omaggio a un capolavoro del cineasta svedese
La traccia “A Feast Before The Drought” è la rielaborazione di un brano omonimo del 2016 uscito solo su nastro per la label australiana Distort. Nel 2017 Puce Mary realizzò una performance con lo stesso nome al Berlin Atonal, presentando in anteprima quello che poi sarebbe diventato “The Drought”. Anche “The Size Of Your Desire” è la rielaborazione di un brano già uscito all’inizio del 2018 con il titolo “I Pray For Deliverance, The Size Of My Desires”, questa volta per la compilation della Posh Isolation, “I Could Go Anywhere But Again I Go With You”

L’uscita sulla etichetta berlinese è un po’ una consacrazione per un’artista che si è costruita una meritata fama nel corso di questi ultimi anni, soprattutto grazie alle sue incendiarie esibizioni. È bene ricordare che Frederikke Hoffmeier ha collaborato, in sede live, anche con nomi storici del death industrial come Brighter Death Now, a riprova di una certa continuità tra generazioni nella scena estrema nord europea. 
“The Drought” arriva a suggellare un percorso che, da una serie di nastri a tiratura limitata e dall’acerbo “Success” del 2013, non ha fatto altro che migliorare. Dopo le importanti collaborazioni con Loke Rahbek (“The Closed Room” e “The Female Form”), Puce Mary ha costruito con “Persona” e “The Spiral” il proprio personale approccio alla materia con un suono riconoscibile quanto caustico. Oggi, in “The Drought”, l'eclettico avant-noise della Hoffmeier trova la sua piena maturazione mantenendo tutta la sua forza perturbante.
L'album è stato masterizzato da Rashad Becker e in copertina mostra un'opera del fotografo norvegese Torbjørn Rødland.

(30/10/2018)



  • Tracklist
  1. Dissolve 
  2. A Feast Before The Drought 
  3. To Possess Is To Be In Control 
  4. Fragments Of A Lily 
  5. Red Desert 
  6. Coagulate 
  7. The Size Of Our Desires 
  8. The Transformation 
  9. Slouching Uphill


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