Pusha T

Daytona

2018 (Good) | hardcore hip-hop

In più o meno venti anni di onorato servizio hip-hop, prima in compagnia del fratello No Malice a nome Clipse e poi da solo, Pusha T ha collaborato più o meno con chiunque: Pharrell, Kanye West – per la cui Good incide sin dal 2010 e della quale è presidente -, i Gorillaz, Kendrick Lamar e chi più ne ha più ne metta. Insomma, Terrence LeVarr Thornton – vero nome di Pusha T – si è trovato molto presto nel giro giusto, che gli ha fruttato numerosi featuring da classifica e una perenne pioggia di soldoni nei conti in banca.
Ma poco importa, Pusha non se lo dimentica da dove viene e così, ancora oggi, dedica buona parte degli sforzi del suo flow ipnotico allo schifo del Bronx, a pusher e tossici. Il main topic di “Daytona” è chiaro sin dalla sua copertina – una fotografia risalente al 2006 del bagno infestato di droga di Whitney Houston - e viene percorso fino alle battute finali della closing track “Infrared”, dove tra un dissing a Drake e l’altro Pusha T sbotta che “The only rapper sold more dope than me was Eazy-E”. Tra una storia di cocaina e l’altra, Thornton non manca però di interessarsi insistentemente a politica e società, mostrando con fredde allusioni al caso Weinstein e all’impeachment trumpiano una visione degli States cinica e tetra.

Assemblate o registrate ex novo con l’ausilio di Kanye West – che sta vivendo, almeno come produttore, un’annata gloriosa - le basi di “Daytona” sono ricche e cangianti, lontanissime dai monotoni trend trap odierni. Si svaria con plastica facilità dalle vocine di “If You Know You Know” al banjo malconcio e ferroso di “The Games We Play”, alla preghiera pagana in spagnolo di “Santeria” – intonata dalla bravissima 070 Shake. Avvitato attorno a un giro di piano martellante, “Hard Piano” è il pezzo più soul del disco e il suo apice drammatico, con Rick Ross chiamato a fare da doppio robusto e carnoso alla voce elastica e scattante di Pusha. Molto più tradizionale, ma egualmente efficace il feat del padrone di casa Kanye, “What Would Meek Do?”.

“Daytona” dura soltanto ventuno minuti, ma sono così intensi che quando l’infuocata “Infrared” volge al termine e ci lascia nel silenzio si fa fatica a crederci. Pusha T sarà anche un rapper di mezza età, ma il fuoco che lo anima è lo stesso di una ventina di anni fa ed è stato questo fuoco, unito al bagaglio di esperienze di un uomo che ha vissuto di tutto, a rendere l’intensità di “Daytona” possibile. Il titolo di disco rap dell’anno è seriamente ipotecato.

(30/07/2018)

  • Tracklist
  1. If You Know You Know
  2. The Games We Play
  3. Hard Piano [ft. Rick Ross]
  4. Come Back Baby
  5. Santeria
  6. What Would Meek Do? [ft. Kanye West]
  7. Infrared


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