Réelle

Ghamccccxc vRR

2018 (Danse Noire) | elettronica, post-industrial, hi-tech

Ci sono quelle opere per le quali il contesto realizzativo costituisce ben più di un semplice dato di fatto, utile a fornire giusto qualche nota di colore aggiuntiva sul retroterra produttivo e poco altro. Per esse, infatti, le circostanze in cui sono nate finiscono per tramutarsi nel prodotto stesso, assumendo il duplice ruolo di premessa e corpo dell'album, nella più totale continuità creativa. Yannick Pozo Vento, il producer tedesco (ma di origini cubane) celato dietro al moniker Réelle, porta quest'ultimo discorso alle estreme conseguenze, firmando con “Ghamcccxc vRR” uno dei momenti più spiazzanti e abrasivi della corrente stagione elettronica.

Edito dalla Danse Noire di Aïsha Devi, il lavoro esplora con ampia dovizia di particolari i momenti che hanno preceduto il primo attacco di schizofrenia sperimentato dal musicista, nonché l'intero decorso dello stesso, descritto poi come l'opportunità di accesso a uno stato percettivo del tutto particolare. Frutto della ricombinazione e del rimaneggiamento dei suoni sviluppati in quel determinato frangente (lo stesso titolo trae origine da lì), l'album intercetta la spigolosa personalità artistica dell'autore, attraverso un percorso che sfrutta musica post-industriale, frattaglie electro/glitch ed elettronica hi-tech per un affresco impetuoso, straniante e dai forti sottotesti queer. Per quanto respingente, questo è un viaggio che può valere la pena di compiere.
Inintelligibile e stuprato al limite del collage sonoro, è il polimorfo comparto vocale a prendere la parte del leone all'interno del lavoro, a fungere da tramite per le vaste fondamenta concettuali del disco. A volte prossimo a vaghe esplorazioni globaliste (gli indecifrabili fraseggi di “Lilith”, sorretti da cavernose manipolazioni sonore), altre volte invece strutturato quasi a ricalcare versi ferini (la ovvia “Animal”, a simulare minacciosi pericoli nel fitto della foresta), il campionario di possibilità esplorato dall'elemento vocale quasi surclassa quello proprio delle dense costruzioni sonore, talvolta giusto un mero supporto sonico e poco più.

Indubbiamente il processo compositivo, privo di reale controllo sul materiale prodotto, ha giocato un ruolo importante nella strutturazione dei vari brani, ciò non toglie che gli esiti sappiano essere anche molto stuzzicanti, quando viene ingranata la marcia giusta. In un incrocio tra realtà e illusione, tra fisico e incorporeo, Réelle concepisce le sue ideazioni nell'ambito di una marcata strategia della tensione, in cui concetti e dimensioni apparentemente distanti tra loro si scontrano e si fagocitano reciprocamente. Tetre liturgie terrene, a un passo dalle geometrie in disfacimento degli Amnesia Scanner (“Luciferian”), bizzarre costruzioni al confine col beatmaking (l'effervescenza convulsa di “Pink”, tra i brani più articolati e dinamici del lotto), lancinanti singhiozzi tra noise, ambient e industrial (“Kissing Myself”, accompagnata da un video a tema BDSM) compongono un affresco di oscura vitalità e buon fascino concettuale, che segna sulla mappa il nome del suo ideatore.

Selvagge, ma condotte con ammirevole efficacia, le cronache dalla schizofrenia di Réelle mostrano un creatore intraprendente e dalla forte personalità, che si avvicina passo dopo passo all'ideazione di un universo sonoro del tutto suo. Quanto a temperamento e approccio, la strada imboccata è indubbiamente quella giusta.

(04/07/2018)

  • Tracklist
  1. Animal
  2. Luciferian
  3. Hybris
  4. Head Held High
  5. Unfold
  6. Floating
  7. All I Have Left
  8. Pink
  9. Fluid Metals
  10. Lilith
  11. Kissing Myself


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