Roger Waters

Igor Stravinsky's The Soldier's Tale

2018 (Sony Music Classical) | contemporanea, teatro

Sono passati cento anni dalla fine della grande guerra, quella tragica prima guerra mondiale che ideologi criminali definirono "igiene del mondo", conflitto di nazioni che spazzò via un’intera generazione europea (e non solo). I tedeschi Einstürzende Neubauten avevano già ricordato il 1914 come anno di inizio del suicidio europeo con l’indimenticabile “Lament” (2014), nel 2018 tocca al redivivo Roger Waters ricordare a suo modo il conflitto che - tra gli altri - uccise il nonno George Henry Waters.

Quello degli ultimi anni è un Waters in piena fase creativa, con grandiosi live in giro per il mondo, il recente “Is This The Life We Really Want?”, un impegno politico crescente, sempre dalla parte degli sconfitti e più che mai necessario (se si pensa anche solo a due casi recenti come la vittoria di Trump e l'elezione di Bolsonaro in Brasile). La rilettura di un classico delle opere del compositore russo Igor Stravinskij rientra pienamente nel suo desiderio di testimonianza di un mondo “altro”, che metta la vita umana davanti a tutto, un mondo senza guerra, senza che il denaro domini impulsi e passioni.

“Histoire Du Soldat" (1918) viene composto da Stravinskij proprio durante gli anni della grande guerra, evento tanto tragico da risvegliare nei grandi artisti un forte desiderio antibellico e antimilitarista. Ispirata al mito del Faust e ad alcune fiabe popolari russe di Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev, è un’opera di totale pessimismo - quindi di fatto watersiana - che fa parte della prima fase della carriera del compositore, quella definita russa, anche se la famiglia Stravinskij aveva già abbandonato la Russia a seguito della rivoluzione. Teatro e musica si fondono con una strumentazione scarna e ridotta (violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, cornetta, trombone, percussioni), sia per scelta che per necessità. La necessità stava nel fatto che Stravinskij, abbandonata la Russia, dovette sopravvivere in Svizzera in condizioni economiche disastrose grazie all’aiuto di amici, tra i quali lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz, il direttore d'orchestra Ernest Ansermet e l'industriale Werner Reinhart (musicista dilettante). Per ovviare alle difficoltà economiche, ebbero l’idea di un'opera teatrale ambulante, con strumenti piccoli e facilmente trasportabili per poter girare di giorno in giorno in varie località svizzere. Pierre Boulez definì quest'opera "teatro della povertà".
La storia, tra il serio e il burlesco, racconta del soldato Joseph che - raggirato dal diavolo - vende senza rendersene conto la sua anima in cambio di denaro. Quando Joseph si rende conto del raggiro, capisce che i soldi non possono sostituire i suoi affetti (madre, amici e fidanzata non lo riconoscono neppure) ma tornare indietro, nonostante i più svariati tentativi sarà impossibile.

Le tematiche di Stravinskij sono riprese da Waters che presta la sua voce ai tre personaggi dell’opera (soldato, diavolo, voce narrante) per sottolineare tante delle sue idee, in particolare quella del denaro grande corruttore degli uomini, visto come una maledizione insopprimibile dell’umanità, una condanna senza possibilità di redenzione. Se il diavolo - visto nell’ottica di “Animals“ - è il potente maiale manipolatore dell’animo ingenuo di Joseph, il soldato è la pecora che viene schiacciata per pura convenienza del diavolo bisognoso di una nuova anima. Al denaro e al potere è venduta la vita di Joseph, soldato buono e sinceramente innamorato della sua fidanzata, che proprio perché portatore di sentimenti umani deve essere schiacciato e punito, proprio come le giovani menti libere e incontaminate di “The Wall” vengono gettate nel tritacarne dall'insegnante, per adeguarle all'avidità degli “adulti” e alle leggi capitalistiche del mercato. La ribellione della pecora Joseph non può che essere senza speranza e l’unico finale possibile è la “Marcia trionfale del diavolo”, che festeggia la sua nuova anima.

La rilettura di Waters ha il merito della riscoperta di un capolavoro della musica classica del 900, un'opera in linea con la sua poetica e assolutamente coerente col suo storico pessimismo sulle dinamiche che regolano i rapporti sociali tra gli uomini.

(03/11/2018)



  • Tracklist
  1. The Soldiers March
  2. Slogging Homeword
  3. Airs By A Stream
  4. As You Can Hear…
  5. The Soldiers March (Reprise)
  6. Eventually, Joseph Reaches His Home Village…
  7. Pastorale
  8. The Soldier, Disconsolate…
  9. Pastorale (Reprise)
  10. The Soldier, Slowly Coming Back To Himself…
  11. Airs By A Stream (Reprise) - To Stretch Out On The Grass…
  12. Hey Satan, You Bastard…
  13. Airs By A Stream (2nd Reprise)
  14. Now To Be Gained Here…
  15. The Soldiers March (2nd Reprise) - Down A Hot And Dusty Track…
  16. He Doesn't Even Know Himself…
  17. The Soldiers March (3rd Reprise) - Will He Take The Road To Home…
  18. He Doesn't Have A Home Anymore…
  19. The Royal March
  20. So All Was Arranged…
  21. Later That Night…
  22. The Little Concert - Light Floods The Eastern Sky…
  23. The Soldier, With A Confident Air…
  24. Three Dances - Tango, Pt. 1
  25. Three Dances - Tango, Pt. 2
  26. Three Dances - Waltz & Ragtime
  27. So First a Tango…
  28. The Devil's Dance
  29. The Devil, Confused…
  30. The Little Chorale
  31. The Devil Recovers Some Of His Wits
  32. The Devil's Song - All Right! You'll Be Safe At Home…
  33. Hm, A Fair Warning…
  34. Grand Chorale (Part 1)
  35. Spring, Summer, Autumn…
  36. Grand Chorale (Part 2)
  37. Steady Now…
  38. Grand Chorale (Part 3)
  39. Steady, Just Smell The Flowers…
  40. Grand Chorale (Part 4)
  41. Now I Have Everything…
  42. Grand Chorale (Part 5)
  43. The Princess, All Excited…
  44. Grand Chorale (Part 6)
  45. And So, Off They Go…
  46. Triumphal March Of The Devil


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