Rosemary & Garlic

Rosemary & Garlic

2018 (Nettwerk) | chamber-folk-pop, dream-folk

Con un nome del genere, che riporta alla mente antiche spezierie o cantine di vecchie case coloniche, non è difficile intuire quale sia l'indirizzo prescelto dai Rosemary & Garlic per la loro avventura musicale. In effetti, il duo formato da Anne van den Hoogen e Dolf Smolenaers non nasconde minimamente quali siano le sue mire, in un percorso di estrema coerenza poetica che dall'Ep “The Kingfisher” di tre anni fa ha portato all'omonimo album, pubblicato attraverso la storica Nettwerk. Un balzo di considerazione tutt'altro che sorprendente, dacché la coppia olandese ha saputo costruirsi una solida reputazione nel corso degli anni, e girare in lungo e largo l'Europa proponendo la sua sofisticata alchimia musicale, composta da bucoliche riflessioni folk e suggestivo dream-pop elettronico. Se il connubio estetico può inizialmente sembrare alquanto consueto, privo di spunti significativi, nondimeno il duo riesce ad arginare il rischio e a imbastire un lavoro dalla consistente personalità, che ne rinvigorisce l'estrazione accademica e la peculiare sensibilità naturalista. È un connubio certo non nuovo, ma che sa ancora scrivere pagine coinvolgenti.

Anche se l'assetto vocale di van den Hoogen rende i brani un pelo meno riconoscibili uno dall'altro, impostato come è su un registro arioso ed emotivo ma tutto sommato privo di nuance rilevanti, la coppia trova comunque nella scrittura e soprattutto nella composizione i suoi reali talenti. Soprattutto, riesce mantenere un equilibrio dinamico tra umori e finalità ben diverse tra loro, coniugando antico e contemporaneo, simbolismi eterei e concretezza descrittiva in un unico avvolgente abbraccio. Agili bozzetti chamber-folk, pizzicati da sottili sfumature neoclassiche e agili scansioni ritmiche (il binomio d'apertura, dall'incantevole assetto melodico e dai sinuosi riferimenti romantici), inaspettate tentazioni rock (il batterismo più corposo di “Fireflies”, il crescendo nervoso ed elettrico di “Shine”), raffinate cadenze oniriche (le delicate scansioni à-la Cocteau Twins di “Wintering”, le suggestive aperture electro/classiche di “The Tempest”) delimitano i confini di un disco dal respiro sufficientemente ampio e dalla buona consapevolezza artistica, già agguantata al primo vero colpo.

Agile e leggiadro, in un'accezione prettamente nordica del termine, “Rosemary & Garlic” sa come evitare di scadere nella stucchevolezza o in un algido intellettualismo lavorando di fino sulle piccole sottigliezze espressive di ogni singolo brano. Un valido trampolino di lancio per il duo, in definitiva, nella speranza che la sua stella cominci a brillare per davvero.

(28/06/2018)

  • Tracklist
  1. Birds
  2. I'm Here
  3. Julia
  4. Blue Boy
  5. Take This Hand
  6. The Tempest
  7. Fireflies
  8. Wintering
  9. Shine
  10. Dreamer


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