Rune Bagge

Pink Dreams

2018 (Northern Electronics) | techno-ambient, idm, dnb

Si sa, la storia della musica non è un percorso lineare ma un dedalo fatto di corsi e ricorsi, di prove, smottamenti e fugaci sguardi all’indietro in cerca di altre direzioni da (ri)percorrere con una nuova consapevolezza critica. Il mondo della musica elettronica non sembra far eccezione. Con buona pace di chi vorrebbe assistere a un rassicurante percorso diretto verso il “sol dell’avvenire” tecnologico, oggi assistiamo a una sorta di revival della Intelligent dance music (Idm) anni Novanta. Torna, ovviamente, in forma di “ripetizione differente”, memento di un futuro che non smette di bussare alle porte del presente.

È proprio con questo spirito che il producer danese Rune Bagge esordisce su lunga distanza con un album pubblicato per la svedese Northern Electronics, fondendo a suo modo le suggestioni Idm dei primi Autechre (quelli del periodo di “Amber”) con una scura tavolozza techno-ambient alla Varg. Che “Pink Dreams”, questo è il titolo del lavoro, esca per la label di Anthony Linell (meglio conosciuto come Abdulla Rashim) non è una scelta che sorprenda più di tanto, specie ascoltando il primo brano “C27” che rimanda a gelide atmosfere ambient di stampo nordico. Però, già dalla seconda traccia intitolata “Still Broken”, emergono ritmiche frammentate che ricordano la figura di un androide sdraiato sulla poltrona del salotto, rapito in ascolto di “Selected Ambient Works 85-92” e di “Incunabula”.

È con l’ottima “Five Elements”, però, che assistiamo a brusche accelerazioni di stampo Idm/Dnb che possono ricordare quelle di “Tri Repetae” ma anche un certo mood oscuro alla Pessimist, altro alfiere di un ritorno al futuro verso uno scheletrico breakbeat su sfondo ambient tendente al nero. Rube Bagge, al di là dei confronti legittimi con il passato, è un giovanissimo producer da tenere d’occhio. Già con il suo primo Ep, “Ingen Tak Til Systemet” (uscito nel 2016 per Ectotherm), aveva colpito nel segno con ritmiche più sostenute e ancora ascrivibili a un retroterra techno-industrial. Nel suo album d’esordio, però, il producer di Copenaghen può permettersi di indugiare nei lidi dark-ambient di una traccia come “Cold Plains” ma anche di guardare verso il bagliore elettrizzante e sintetico di una gelida alba con le due tracce finali che chiudono il lavoro: “You Fault” e “Simple Dreams”.

In conclusione, si tratta di un esordio molto interessante, capace di fondere mondi elettronici in realtà non troppo distanti, suggerendo una via di fuga verso una neo-Idm innestata sul terreno della techno ambient scandinava. Innesti che ora sembrano iniziare a dare i propri frutti.

(16/05/2018)



  • Tracklist
  1. C27
  2. Still Broken
  3. Five Elements
  4. Cold Plains
  5. Your Fault
  6. Simple Dreams
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