Soho Rezanejad

Six Archetypes

2018 (Silicone Records) | synth-pop, experimental

Gli ascoltatori più avvezzi a certe sonorità synth-pop potrebbero già conoscere Soho Rezanejad per il suo ruolo come membro dei Lust For Youth, gruppo danese partito inizialmente come progetto sperimentale dai connotati drone, post-punk e post-industrial, con a capo lo svedese trapiantato in Danimarca Hannes Norrvide, ma poi evoluto verso versanti ben meno ostici e largamente influenzati dai New Order più sognanti ed emozionali.
L’artista di origini iraniane, nata a New York ma cresciuta in Danimarca, è anche comparsa nel film “The Charmer” di Milad Alami, una sorta di psicodramma che tocca il tema degli immigrati iraniani in terra danese. Soho ha quindi intrapreso, in tempi recenti, una carriera solista dove la sua personalità magnetica, il suo amore per la musica elettronica, il post-punk, la lirica, unite alle molte sfaccettature della sua identità multiculturale e dei suoi studi trovano completamente sfogo e messa in opera.

In parallelo a una serie di lavori ambient e drone a nome Angels, nel 2015 Soho debutta sotto il proprio nome con l'Ep “Idolatry”, dove trame synth-pop, pulsioni techno e momenti post-punk creano un mondo sonoro potente, ma delicato. Con la cassetta del 2017 “Uplifter”, l'artista avvicina il pop sperimentale dei The Knife, ma mantenendo la sua impostazione lirica ed evocativa. Ora è arrivato il suo primo album completo, il doppio Lp “Six Archetypes” pubblicato per la Silicone Records, già etichetta del suo primissimo lavoro. Un disco ambizioso, dove il tema principale è quello della psicologia analitica e dei sei archetipi di Carl Gustav Jung. Un viaggio interiore, introspettivo, che prende forma in quattordici tracce dalle molte sfaccettature e influenze, ma unificate da un'impostazione operistica piena di pathos.

Di sicuro la voce di Soho è fortemente indebitata con quella drammatica e dal registro basso di Nico dei Velvet Underground, ma durante l'ascolto del disco scopriamo anche momenti  in cui non ha paura di raggiungere note alte, e anche momenti di lucida follia che ricordano Diamanda Galás. Contemporaneamente, la sua musica sa essere soave, nostalgica ed evocativa, ma anche pulsante, drammatica e in certe occasioni abrasiva. L'ariosa “Pilot: The Guardian” è per esempio un mantra sognante pieno di synth rarefatti e vocals distanti, un crescendo estasiante che ci porta alla successiva “Reptile”, caratterizzata da una batteria cadenzata sulla quale si strutturano baritoni post-punk sopra cui si adagiano i movimenti vocali della cantante, capaci di scolpire mondi sonori che muovono l'animo, mentre “December Song” è un affresco sonoro lento e delicato che ci riporta a certo pop elegiaco non necessariamente underground.

È invece con “Intermezzo” che atmosfere elettroniche vicino al clubbing ritrovano spazio nel suo suono, mantenendo però andamenti serpeggianti e suadenti, mentre “Actor's Monologue” è un dramma sintetico sull'identità di genere e sulla percezione, fatto di linee aggressive e voce filtrata imperativa.
Il lavoro si chiude con una traccia che non è casuale, soprattutto alla luce del tema dell'identità che percorre tutto il disco: “Elegie”, infatti, vede la presenza di un sitar, sulle cui note viene cantato in Farsi l'inno nazionale del Consiglio Nazionale di Resistenza dell'Iran, bandito dal governo ufficiale. Non è difficile percepire dietro all'impatto espresso dalla voce di Soho la potenza con la quale vive la propria identità culturale e la situazione del suo popolo.

Soho riesce a creare un'opera capace di far innamorare, intrisa di una sincerità che può essere percepita in ogni singola nota. Un disco che parla di lei, ma anche di noi, del rapporto con noi stessi e con gli altri, di come spesso l'idea che si ha di se stessi sia molto fallace, legata a una fittizia immagine in cui pretendiamo di dare una sola definizione ai mille frammenti che ci compongono. Alla stessa maniera, i vari elementi musicali s'intersecano con naturalezza, uniti dalla delicata ma forte personalità dell'artista, capace di dare eleganza tanto alla malinconia, quanto al dramma, alla felicità, ad ogni aspetto dell'animo umano.

(01/05/2018)



  • Tracklist
  1. Pilot: The Guardian
  2. Reptile
  3. Searching: The Orphan
  4. Greed Wears A Disarming Face
  5. Voices in Archetypes: The Seeker
  6. December Song
  7. The Russian
  8. Intermezzo
  9. Actor's Monologue
  10. The Idealist
  11. The Prostitute
  12. Climbing On The Back Of The Impulsive Child
  13. Soon
  14. Elegie
Soho Rezanejad on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.