Solar Fields

Ourdom

2018 (droneform) | ambient, elettronica

Solar Fields è il nome d'arte dietro cui si cela Magnus Birgersson, compositore svedese attivo dal 2001 nella scena ambient/elettronica europea. Le sue composizioni sono ispirate a livello tematico dall'astronomia e dalle dimensioni oniriche della musica cosmica. Il tutto è riversato in un crogiolo di tendenze atmosferiche sintetizzate da generi come psybient, psytrance, chillout e downtempo.

L'ultimo disco si intitola "Ourdom", inizialmente concepito come primo lavoro di un side project alternativo, poi pubblicato ugualmente come Solar Fields da Birgersson dopo 5 anni di distanza dal precedene "Origin #2". Il disco in effetti tendenzialmente assume un'identità propria rispetto al resto della discografia ed è ispirato questa volta dai paesaggi rurali del Sudafrica, dove l'artista svedese si è ritirato per comporre l'album. Si tratta, nelle sue intenzioni, di un concept sulla natura e sui suoi cambiamenti, espressi tramite ampi e caldi soundscape in cui si inseriscono climax emotivi.

L'ascolto è al tempo stesso scorrevole, immediato, ma necessita di più passaggi per essere metabolizzato. Di primo acchito, infatti, il lavoro può apparire fin troppo dilatato, rischiando in certi momenti di annoiare. I brani sono di lunghezza variabile, spaziando da brevi interludi come "Shifting Nature" o "A Green Walk" fino alla suite "Mountain King" con i suoi sintetizzatori intermittenti a metà tra i Future Sound of London e i connazionali Carbon Based Lifeform. 
In realtà, "Ourdom" cresce con gli ascolti, rivelando una cura certosina nelle soluzioni sonore e nelle atmosfere psybient. Le nenie gioiose di "Into the Sun" lasciano lo spazio a una chiusura dolceamara, la rarefazione malinconica e rallentata di "Forgiveness" si tramuta in un vibrante intreccio elettronico di tastiere che poi sfocia in un crescendo distorto da post-rock. Birgersson mostra anche una discreta varietà stilistica, spaziando in quest'occasione tra droni minimali, tappeti di tastiera da lounge music, pulsazioni Idm, battiti da uptempo a downtempo.

Le intuizioni melodiche (e oniriche) di Birgersson si rivelano suggestive, e i brani si susseguono formando un unicum compatto e avvolgente, particolarmente riuscito a livello di coesione interna, anche al netto delle variazioni di timbro.
Non si avvertono filler e il lavoro è impreziosito anche dalla cura riposta in fase di produzione, con giochi sonori eleganti fra le note, che saranno apprezzati in particolare dagli audiofili. Non ci sono troppe stratificazioni, nemmeno quando i gorgheggi di tastiera si tramutano in droni onirici pervasivi, ma "Ourdom" non è un disco incentrato sui silenzi.
Il risultato è senza dubbio positivo, anche se in più di un'occasione sembra che Birgersson si trattenga per non spezzare l'equilibrio delle atmosfere e la pace interiore che vogliono trasmettere.

(29/12/2018)



  • Tracklist
  1. Burning View
  2. Shifting Nature
  3. Into The Sun
  4. Forgiveness
  5. Mountain King
  6. Wave Cascade
  7. Moving Lines
  8. A Long Tailed Bird Whispered
  9. Joshua's Shop
  10. A Green Walk
  11. Parallel Universe
  12. The Daylight Carrier
  13. Siren Song Of Glass
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