Spare Snare

Sounds

2018 (Chute) | alt-rock

In pista dai primissimi anni 90, gli scozzesi Spare Snare hanno all’attivo tredici album e una solida reputazione costruita nell’alveo di certo indie pop-rock filtrato attraverso l’attitudine lo-fi dei Pavement. A inizio 2018, mentre stavano inesorabilmente scivolando verso l’oblio, ecco l’incontro con Steve Albini e la conseguente decisione di rinchiudersi qualche giorno nei 19 Recording Studios (Delgados, Mogwai, Arab Strap e molte altre scottish band son passate di là) per risuonare, con rinnovato vigore, dieci canzoni già edite in passato.

Ne esce una sorta di greatest hits rielaborato e attualizzato, una raccolta che rappresenta parte della miglior produzione del quintetto di Dundee, traslato sui binari di un’estetica ancor più energica. Con la mano di vernice data dall’infallibile Albini ci ritroviamo così ad apprezzare un incrocio fra Shellac e Television, con nel mezzo ipotesi di Wire (“I Am God”, “We Are The Snare” con i backing vocals di Emma Pollock) e un’eccellenza che arriva a due passi dai Tindersticks (la sontuosa “Grow”, con tanto di slide e trombe).

Pubblicato per l’etichetta di proprietà Chute Records, “Sounds” – fra sintetizzatori post-punk e chitarre so nineties - rappresenta la miglior introduzione possibile al mondo musicale degli Spare Snare. Chi avrebbe mai osato pensare che nel 2019 saremmo stati qui a parlare – magari per la prima volta – ancora di loro?

(25/01/2019)

  • Tracklist
  1. Action Hero
  2. I Am God
  3. Super Slinky
  4. Hope You Never Go
  5. Grow
  6. We Are The Snare (feat. Emma Pollock)
  7. Photograph Me Properly
  8. And Now It Is Over
  9. Smile, It’s Sugar
  10. Bugs
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