Sternpost

ANTI-CLOCK

2018 (Dilettante) | experimental, sound collage, non-music

E' troppo brava per diventare famosa!

È con questa frase che Adam e Eve, i due protagonisti del film di Jim Jarmush “Solo gli amanti sopravvivono” commentano l’esibizione di Yasmine Hamdan in un locale di Tangeri, mentre, travolti dalle pieghe del destino, cercano una soluzione alle loro esistenze.
In queste poche parole sono racchiuse tante piccole realtà della musica rock di ieri e di oggi: sono infatti tante le opere destinate all’oblio e all’indifferenza, a volte non solo del pubblico ma anche della critica. Ed è sen’altro il caso di “ANTI-CLOCK”, secondo album del progetto collaterale del polistrumentista, già membro dei Testbild, Petter Herbertsson.

La natura della musica del progetto Sternpost è comunque volontariamente unpopular: tutto in “ANTI-CLOCK” è composto, suonato ed elaborato con l’intento di mettere a dura prova la curiosità e la pazienza dell’ascoltatore.
Solo 109 copie (inclusa una misteriosa numero 000), per un vinile diviso in due lunghe composizioni (“A1” e “B1”), che si dilettano con una serie di linguaggi sperimentali e avantgarde, con il piglio leggero e disincantato dell’artista pop.
“ANTI-CLOCK” è l’antitesi della musica legata all’evoluzione del tempo e delle mode, un gesto stilistico anarchico che regala un eccentrico mix di elettronica, musica concreta, sperimentazione e situazionismo creativo, con un piglio non difforme da certo progressive-rock più audace, o dalle geniali divagazioni di Lindsay Cooper e Chris Cutler. L’estetica delle composizioni è affine a quella scuola di pensiero che colmava il divario tra avanguardia e musica popolare a suon di free-jazz, no-wave e prog-rock. La forza melodica è intensa, ma costantemente messa alla prova da accordi impossibili, manipolazioni elettroniche e un arguto senso del caos, che spesso culmina in soluzioni sonore estatiche e ricche di magia.

Il nuovo disco di Sternpost è un delizioso bignami della storia del rock sperimentale e della liturgia pop, un libercolo sonoro dove è facile rintracciare passaggi lirici importanti, sfuggiti al vorticoso susseguirsi di sconvolgimenti e normalizzazioni del linguaggio musicale degli ultimi sessant’anni.
Qualcuno potrebbe anche azzardare l’appellativo di capolavoro, ma sminuirebbe lo spirito anti-ideologico del progetto del musicista svedese, al quale si addice un’altra frase estrapolata dal film sopracitato (“Solo gli amanti sopravvivono”):

Sai che laggiù c’è un diamante delle dimensioni di un pianeta? È una nana bianca con il cuore di una stella. E non è solo uno splendido diamante, ma emette anche il suono di un gigantesco bong

(24/02/2019)



  • Tracklist
  1. A 1
  2. B 1


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