The 1975

A Brief Inquiry Into Online Relationships

2018 (Dirty Hit) | synth-pop, indie-pop

Uno di quei casi nei quali di un disco si parla tanto, sin troppo, già prima della sua pubblicazione, anticipandolo come il passo definitivo di una band chiamata a rinnovare il successo dei due lavori precedenti e già iscritta d’ufficio fra gli headliner in molti festival estivi. Del resto, due anni fa il quartetto mancuniano centrò il primo posto nelle chart da ambo i lati dell’Atlantico: per rispondere a cotanta attenzione i ragazzi hanno messo tanta carne al fuoco, ma nonostante il poderoso hype e il plauso giunto da testate autorevoli (non passano certo inosservati l’8,5 assegnato da Pitchfork e il 10/10 del Nme) falliscono il colpo del ko, non riuscendo a sdoganarsi da quel sentore di teen pop travestito da R&B.

L'album è perfettamente in sincronia con la contemporaneità, sia dal punto di vista lirico (si parla di relazioni online e di rapporti con la tecnologia, o vissuti attraverso di essa) sia da quello musicale: le quindici tracce compongono un eclettico caleidoscopio stilistico, che ricalca volutamente le molteplici influenze tipiche dei giovani onnivori del nuovo millennio, che (con ovvie eccezioni) sanno di tutto un po’ senza mai avere il tempo necessario per approfondire. Il gusto per l’enciclopedismo dei 1975 è confermato dall’annuncio che questo lavoro sarà soltanto il primo capitolo della saga “Music For Cars”, con un seguito programmato per metà 2019.

Tutto è così contemporaneo che Matty Healy e soci finiscono per farsi prendere la mano dal plasticoso dance-pop usa e getta di “TOOTIMETOOTIMETOOTIME”, carino giusto come colonna sonora per ipotetici balletti su Fortnite, dagli eccessi al vocoder di “I Like America & America Likes Me”, e dal discutibile esperimento di “The Man Who Married A Robot”, tecnologica e surreale (ma dove si sono spostati oggi i confini fra realtà e fantasia?) love story provocatoriamente lasciata alle parole lette dall’iPhone app Siri.
Giri a vuoto sono rintracciabili anche nella smielata soul ballad fastidiosamente anni 80 “I Couldn’t Be More In Love” e negli omaggi portati ai concittadini Joy Division (“Give Yourself A Try”) e al blue-eyed soul di Daryl Hall (di nuovo gli anni 80 nel mirino).

In tutto questo, “A Brief Inquiry Into Online Relationships” resta comunque un prodotto compatto, nel quale bastano un paio di trame acustiche per far sì che emergano le brilanti “Be My Mistake” e “Surrounded By Heads And Bodies”. Alla fine il risultato è messo in cascina grazie – e qui arrivano le note positive - alle derive electro di “How To Draw/Petrichor (nella quale a una prima parte atmosferica segue un raga simil-dubstep in grado di unire idealmente Chemical Brothers, Burial e James Blake), alle modalità jazzy innestate nelle elegantissime “Sincerity Is Scary” e “Mine”, e nell’epica coralità della conclusiva “I Always Wanna Die (Sometimes)”. Un disco che vorrebbe rappresentare con forza il segno dei tempi, ma che non riesce ad avere la forza di segnare un’epoca.

(05/12/2018)

  • Tracklist
  1. The 1975
  2. Give Yourself A Try
  3. TOOTIMETOOTIMETOOTIME
  4. How To Draw/Petrichor
  5. Love It If We Made It
  6. Be My Mistake
  7. Sincerity Is Scary
  8. I Like America & America Likes Me
  9. The Man Who Married A Robot / Love Theme
  10. Inside Your Mind
  11. It’s Not Living (If It’s Not With You)
  12. Surrounded By Heads And Bodies
  13. Mine
  14. I Couldn’t Be More In Love
  15. I Always Wanna Die (Sometimes)








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