Thegiornalisti

Love

2018 (Carosello) | pop

Il quinto album dei Thegiornalisti, che ormai potremmo chiamare i Thetommasoparadiso visto il ruolo sempre più centrale giocato dal cantante, si chiama semplicemente "Love". È prodotto da Dario Faini, il cui lavoro è sfornare hit per le radio italiane, e mixato da Matteo Cantaluppi, che accompagna la band dai tempi di "Fuoricampo". Undici brani di sole, cuore e amore (ma anche di Fregene e Verdone, non sia mai che qualcuno si dimentichi le origini romane di Tommaso) che sembrano aver ripreso, per esasperarlo, il precedente "Completamente Sold Out". L'unica vera novità è un pezzo strumentale in apertura, idea carina, non fosse che un'ouverture dovrebbe avere un senso rispetto al disco che si sta introducendo, non può essere un'accozzaglia di strumenti messi in fila a caso. Forse allora è meglio lasciarle a chi le sa fare, come i Baustelle, e concentrarsi sui synth e "le siga tutte piene di sabbia". Curioso, peraltro, che proprio il primo brano del disco della band di Montepulciano "L'amore e la violenza" sia un'apertura strumentale dal titolo "Love". Una citazione voluta, una reminiscenza, una semplice coincidenza?

La seconda traccia dell'album, "Zero stare sereno", dall'attacco ricorda "Mare Balotelli". Il tema onnipresente del mare, però, qua viene affiancato dalle turbe quotidiane di Paradiso: la casa incasinata, il cane Ugo che è da solo, il frigo vuoto. Un ritornello divertente, fresco e piacevole. A un minuto dalla fine c'è un palese rimando melodico-strumentale ad "Albachiara" di Vasco, immancabile padre artistico di Paradiso insieme a Lucio Dalla e Antonello Venditti.
Con "New York" si cambia tono: malinconia autunnale, pianoforte e introspezione. Una lontana eco di "Tra la strada e le stelle" arriva e accompagna nell'ascolto. Forse la canzone più bella del disco, di quelle che stringono un po' lo stomaco. La successiva "Una casa al mare" sembra, invece, una sorta di versione italiana di "Closer" dei Chainsmokers, e in generale una copia venuta malino di una hit americana a caso. A metà brano la svolta, la musica si abbassa e Tommaso sfodera il parlato e una frase degna di un teenager in piena crisi esistenziale: "Hai presente quando dormi e sogni di correre ma non ci riesci? Ecco, bene, io per una volta ci vorrei riuscire". Tommaso Paradigma, alter ego nato su Facebook per ironizzare sulla figura del cantante, sarebbe orgoglioso di tutto ciò.

"Controllo" è la canzone che ai concerti scatenerà una marea di cellulari con flash accesi per creare un'atmosfera da romantico abbraccio. Nel testo ci sono anche i "nanana" perfetti da cantare a squarciagola e la frase un po' emotiva "Mettimi ancora il vino, che ti sento più vicino, che ti arrivo più vicino". Sembra già di vedere orde di ragazzine in lacrime. A metà disco arriva "Love", La Canzone d'Amore, quella per la fidanzata Carolina. "Le tue foto mi uccidono, love, i tuoi baci guariscono, love", canta un disperatamente innamorato Paradiso incalzato da un sound anni 80. C'è rassegnazione al fatto di dipendere da un'altra persona, ma c'è anche la ricerca di protezione che era il tema principale di "Proteggi questo tuo ragazzo". Non manca neppure un'ode ai nei sulla pelle: curiosa questa fissazione (già esternata da Carl Brave e Calcutta in diverse canzoni) dei cantanti it-pop per l'argomento.

Dopo questa dedica, evidentemente Paradiso si sente completamente svuotato e riesce a mettere in fila ben due canzoni imbarazzanti sia a livello testuale che sonoro: "Milano Roma" e "L'ultimo giorno della Terra". "Questa nostra stupida canzone d'amore" è invece una ventata d'aria fresca, un pianoforte che risuona e accompagna una scrittura intelligente, ricercata, il ricordo di un Tommaso al suo meglio. Altro registro per "Felicità puttana", perfetta hit estiva da stabilimento balneare, aperitivi al tramonto e serate in discoteca. Scrivere un tormentone non è cosa da poco, bisogna trovare il giusto equilibrio tra un testo banale ma che rimane in testa e un sound pop, in poche parole serve combinare un mix perfetto di molti ingredienti e i Thegiornalisti stanno dimostrando, da ormai due estati, di saperlo fare molto bene.
"Dr. House" ha il compito di chiudere "Love". Per niente male questa lettera aperta al medico più famoso della tv, che mette sul tavolo anche il tema della mancanza di una figura paterna nella vita di Tommaso: "Ma forse cerco solo un padre e l'ho trovato in te, in Fantozzi, in Bud Spencer, in Terence Hill, in Verdone, in De Sica, in Leone, in Morricone, in Tarantino, in Totò e Peppino". Del resto è Paradiso stesso a dire che dalla tristezza escono le cose migliori, artisticamente parlando, e in questo ultimo brano di tristezza se ne trova molta.

"Love" è un album pop, che però risulta troppo forzato su alcuni aspetti. Probabilmente i Thegiornalisti si sono sentiti addosso la pressione di dover dimostrare di essere all'altezza del successo che hanno raggiunto. Ce l'hanno fatta? Non del tutto. Alcuni pezzi sembrano davvero buttati a caso nel disco tanto per far numero, non hanno identità e non trasmettono nulla, se non la voglia di passare alla canzone successiva. Sui testi c'è poco da dire: parlano tutti della vita di Paradiso, dalle cenette agli allenamenti passando per i viaggi in macchina, i temi proposti sono sempre gli stessi da tre album, a livello sonoro non c'è nulla di veramente nuovo e spiazzante. A conferma di ciò, i soliti rimandi a Lucio Dalla: "E il sole che ci fa bene alla pelle, agli occhi, alle ossa, e non ci fa pensare" e "Quanto è bello tornare dal mare con la pelle tirata a dovere, con gli occhi bruciati dal sale", frasi rispettivamente prese da "Felicità puttana" e "Zero stare sereno" che riportano alla mente "Siamo Dei".
Tutte cose già sentite e risentite. Almeno, nel passaggio dall'indie all'itpop che hanno fatto con "Completamente Sold Out", c'era stato un cambiamento radicale. "Love" invece sembra solo un eterno ripetersi di basi e testi tutti uguali, un trascinarsi senza avere nulla di veramente nuovo da proporre.

(22/09/2018)

  • Tracklist
  1. Overture
  2. Zero stare sereno
  3. New York
  4. Una casa al mare
  5. Controllo
  6. Love
  7. Milano Roma
  8. L'ultimo giorno della Terra
  9. Questa nostra stupida canzone d'amore
  10. Felicità puttana
  11. Dr. House






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