Tommaso Di Giulio

Lingue

2018 (Leave Music/ Artist First) | songwriter, pop

Giunto al terzo capitolo in studio, con "Lingue" Tommaso Di Giulio ha finalmente trovato la definita consacrazione. È innegabile quanto, in questa corsa verso l'affermazione identitaria, abbia ricoperto un ruolo chiave il precedente "L'ora solare" (2015), tappa difficile ma necessaria per un'ascesa su un territorio sovraffollato come quello del cantautorato. All'epoca si era trattato, infatti, di una sorta di viaggio nel tempo sonorizzato, data l'enorme ampiezza di stili, arrangiamenti e soluzioni in esso fatti confluiti; un'opera disomogenea, nostalgica e contemporanea, a cui soltanto tutta la poliedricità e la brillantezza di Di Giulio seppero dare equilibrio e continuità, rivelando di riflesso tutte le potenzialità di un cantautore in ascesa. Ecco: "Lingue" riparte proprio da qui e dalla consapevolezza di una scrittura arguta e caparbia, che sa guardare sia dietro che davanti senza impantanarsi su se stessa.
Soprattutto però, se prima si era trattato maggiormente di uno spaziare, di un procedere "in largo" piuttosto che "a fondo", ora il rapporto si è invertito, col romano che ha preferito focalizzarsi su una serie più raccolta e omogenea di elementi onde limarli al meglio. Scelta che ha pagato, alla fine, perché servita a creare una solida sintesi che individua ancora nel cantautorato il protagonista principale, ma che ne irrobustisce anche l'impianto con arrangiamenti ricchi e curati, a evidenziare chitarre morbide e garbate quanto le melodie che sostengono, dalle generose e avvolgenti sfumature pop-rock.

Pungente pur senza vena polemica, ironico e amaro: ai graffi di un Ivan Graziani sullo sfondo, Di Giulio conferma di saper coniugare tutto il dinamismo dei vari Fabi, Silvestri e Gazzè, centrando un suo personalissimo punto di fuga che non disdegna neanche diverse sortite nella proficua nostalgia per i 60’s già esplorata da Dente e Dimartino. Personalissimo, dicevamo, perché il romano mette sul piatto anche tanto di suo, tanto di un privato che, canzone dopo canzone, si fa universale senza vana autocommiserazione e che, in ultima analisi, rappresenta il vero valore aggiunto dell'album. "Lingue" è infatti un lavoro intimo e sofferto, volto a descrivere con arguzia e pathos un arco che va dalla perdita del proprio padre (“Canzone per S”) al vuoto dei trent'anni, ma che è anche intrinseca ricerca di una quiete interiore affrontata sempre a testa alta e ampiamente celebrata dalla struggente confessione finale, quasi à-la Brunori Sas, di “Quello nello specchio”, per una preziosa piano ballad d'esile nudità.

Per il resto, è tutto un trionfo di ritmi morbidi, composti e accattivanti, che oscillano dalla malinconica ballata “Piangi pure” agli slanci melodici di “Prendiamo esempio”, che potrebbe tranquillamente essere parte del puzzle de "Il padrone della festa", fino alle vette de “Il mese più caldo”, avvolgente gemma di liquida e sensuale nostalgia, e dell'amara ironia de “L'umidità”, che insieme a “L'acqua su Marte?” snocciola forse l'inciso più interessante del disco, ampiamente valorizzata com'è dall'intenso tappeto pop-rock che la sostiene.
Non manca neanche il cantautorato più tradizionale, ovviamente, che dà sostanza e varietà alla palette cromatica dell'album, col De Gregori rinnovato di "Vivavoce" a far capolino in “A chi la sa più lunga” e, soprattutto, col fantasma di Ivan Graziani che nel songwriting de “Le notti più difficili” diventa molto, molto più di una semplice ispirazione.

Raffinato e intelligente, ma anche empatico, leggero e sincero: "Lingue" è la prova di come Di Giulio abbia saputo rielaborare con arguzia un periodo travagliato, sostenendo delle liriche notevoli - che ben traspaiono, oltre a un lessico invidiabile, una malinconica ironia - con una preziosa generosità melodica, per un pop-rock d'autore più curato che pomposo, riafferrato al volo dalle mani di quei colleghi più attempati che se lo stavano lasciando sfuggire via. Per fortuna.

(09/06/2018)

  • Tracklist
  1. Canzone per S
  2. A chi la sa più lunga
  3. Da lontano
  4. Il mese più caldo
  5. L’umidità
  6. L’acqua su Marte
  7. Le notti difficili
  8. Piangi pure
  9. Prendiamo esempio
  10. Quello nello specchio
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