Tony Allen & Jeff Mills

Tomorrow Comes the Harvest

2018 (Blue Note Lab) | nu jazz, dub

A una certa età bisognerebbe avere l’umiltà di mettersi un po’ da parte, soprattutto quando le idee scarseggiano e l’ispirazione dei bei tempi è andata a farsi benedire. Ma, evidentemente, due mostri sacri come Tony Allen e Jeff Mills non hanno alcuna intenzione di arretrare e prendersi qualche anno sabbatico con funzione rigenerante, quasi salvifica.
E così, dopo essersi annusati due anni fa durante un set in scia jazz nel cuore di Parigi, i due titani - rispettivamente di quella cosa chiamata afrobeat e della techno made in Detroit - hanno ben pensato di darci dentro e stendere una prima collaborazione: “Tomorrow Comes The Harvest”. Un incrocio insolito e a primo acchito decisamente curioso, al netto degli storici ammiccamenti tra il battito afro e la techno dura e pura.

Di certo, Mills e Allen sono sempre stati due cani sciolti, due mastini alla perenne ricerca dell’alchimia giusta, pur mantenendo entrambi ben salda l’appartenenza al genere di riferimento. Soprattutto il vecchio Tony, apparso in discreta forma nelle sue ultime uscite, vedi il buon “The Source” dello scorso anno; un ritorno con il quale ha saputo esporre alla propria maniera il suo amore viscerale per le cosiddette big band e le atmosfere jazz degli amati 50. Ben più prolifico è stato invece Mills, con addirittura dodici uscite, tra album inediti e soundtrack, sganciate negli ultimi otto anni.
Ciò che balza subito all’orecchio è comunque l’inseguimento di una mescola che strizza l’occhio al nu jazz, con momenti lounge conditi da inserti vagamente spaziali (“Locked And Loaded”), ritmi africani inflazionatissimi sommati a piroette sintetiche che spuntano qui e là nella speranza di arricchire un’atmosfera mediamente scipita.

Una masturbazione sonora congiunta che lascia ben poco al suo passaggio, a eccezione di qualche stop&go di apprezzabile fattura, frutto di una rincorsa all’elemento straniante che solo raramente trova un valido aggancio. A tal riguardo, basti considerare la psichedelica “On The Run”: otto minuti di giochini alla drum machine, con tanto di basso e tastiera synth-funk in bella mostra ma senza alcun guizzo che possa far decollare il tutto. A salvarsi da tale melassa, è però la vibrazione esotica de “The Seed”, traccia che riesce ad aprirsi al meglio intorno al quarto minuto inoltrato, nonostante l’estrema effusione dell’organo posta al centro del piatto. Un momento dignitoso e in linea con la caratura dei due mostri sacri, missato e laccato con maestria da quel gigante di François Kevorkian.

In definitiva, “Tomorrow Comes To Harvest” evidenzia un raccolto (per l’appunto) poco vitaminico, nel quale è soprattutto Mills a rimanere il più delle volte fermo ai box. E a nulla serve anche la versione digitale posta sul mercato con l'aggiunta di rielaborazioni dei medesimi brani in diversi formati. Insomma, un’uscita estremamente rinunciabile. E non ce ne vogliano i due sommi pionieri.

(30/10/2018)

  • Tracklist
  1. Locked And Loaded 
  2. Altitudes 
  3. On The Run 
  4. The Seed


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