Toshimaru Nakamura

Re-Verbed (No-Input Mixing Board 9)

2018 (Room40) | elettroacustica, sperimentale

Vent'anni di coerente e stoica focalizzazione sulle potenzialità di un “non-strumento”: Toshimaru Nakamura è il profeta della no-input mixing board, trasformata da medium per regolare altre sorgenti audio in fulcro unico e autoriferito di una ricerca sorprendentemente varia e affascinante.
L'invenzione di Nakamura è protagonista, oltre che di innumerevoli sessioni al fianco di tutti i più grandi della scena impro internazionale, di una serie di album solisti a essa dedicati, che col presente nono capitolo – e primo a essere ospitato su Room40 – diventa ufficialmente “maggiorenne” (nel 2000 l'esordio su Zero Gravity, sub-label della nipponica Transonic).

Non è immediato ricostruire la sequenza esatta dei brani a titolo “NIMB”, diversi dei quali sono sparpagliati in raccolte d’artisti vari e altre pubblicazioni di difficile reperimento. In ogni caso ciò non fa che confermarne la natura effimera ed essenzialmente sperimentale – una filosofia artistica che si può dire inscritta nel Dna del Sol Levante.
“Re-Verbed” è il punto d’arrivo di un processo di graduale allontanamento dalle pure tonalità degli esordi, sostanzialmente votate al più lineare minimalismo elettroacustico. Già dal rombante ingresso di “NIMB 51”, invece, Nakamura sembra avvicinare con sicurezza il glossario della glitch music, modulando i feedback interni al mixer in loop circolari sempre diversi nelle increspature della superficie sonora.

“53” e “56” somigliano al rovescio opaco delle distese atmosferiche nei lavori recenti degli Autechre, dove però l’unico elemento “ritmico” scaturisce dall’incrocio fra i singoli pattern e il loro volume intermittente, come in un monocromo pittorico ove rimangano visibili soltanto le striature irregolari delle campiture. E ancora frequenze radio in cortocircuito, messaggi occultati da un vuoto ermetismo noise (“54”, “57”), sequenze memori del rigore minimal-glitch a marchio Pan Sonic, a un passo dalla flebile impermanenza dell’estetica lowercase (“55”, “58”).

Forse mai prima d’ora la sperimentazione elettroacustica aveva toccato questi estremi nel catalogo della label di Lawrence English, il quale non fa altro che confermare la sua vocazione di cultore a 360 gradi in merito alle branche meno convenzionali della ricerca sul suono. Dopo tanti anni di strenua militanza, Toshimaru Nakamura meritava senz’altro di scavalcare la nicchia dell’estremo Oriente per raggiungere più facilmente il pubblico continentale, e in questo senso la sintesi e il range stilistico racchiuso in “NIMB #9” rappresentano un ideale biglietto da visita.

(07/07/2018)

  • Tracklist
  1. NIMB 51
  2. NIMB 52
  3. NIMB 53
  4. NIMB 54
  5. NIMB 55
  6. NIMB 56
  7. NIMB 57
  8. NIMB 58
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