Venetian Snares x Daniel Lanois

Venetian Snares x Daniel Lanois

2018 (Timesig / Planet Mu) | elettronica sperimentale

Servono coraggio e lungimiranza per avventurarsi nella strettoia che dall’improbabile conduce al possibile. L’ardua conciliazione degli opposti può sfociare in un trionfo inedito come nel più amaro fallimento, ed è facile calcolare le probabilità di riuscita già da una veloce sommatoria mentale. Anzi, una moltiplicazione: Aaron Funk, alias Venetian Snares, “per” Daniel Lanois, due validi sinonimi dei rispettivi generi, la breakcore e la composizione ambient/elettronica di lunga data – elementi mescolabili come acqua e olio.

Pochi fattori favorevoli, come la comune nazionalità canadese e un reciproco apprezzamento, sono più che sufficienti a smuovere la curiosità di due autorità del settore che nel loro percorso solista, forse, hanno raramente incontrato gli stimoli adatti a innovare una formula espressiva consolidata. Comunque poco importa dal momento che, nella sua cosciente limitatezza, questo breve esperimento in studio ha un esito sorprendente e quasi surreale, come le parole che l’istrionico Funk spende a favore del suo sodale, capace di evocare un mondo racchiuso dentro un altro, un ecosistema chimerico nel quale “una colossale balena galleggia su nuvole di foglie che parlano alla fornace che nutre il mammuth”.

Senza spingersi troppo in là con l’immaginazione, le immagini che risulta più facile associare sono quelle di un’odierna metropoli continuamente sospesa tra forsennate corse diurne e un’insopprimibile malinconia di fondo, come se le scie del movimento costante lasciassero trasparire il vuoto che separa tutte le vite umane tutt’attorno. Si realizza così una forma di straniamento para-bucolico simile a quella dei KLF di “Chill Out”, la cui cifra ricorre nelle pervasive melodie effettate della steel guitar, che si direbbe la sorgente esclusiva alla base dell’impianto atmosferico fornito da Lanois.
Su sottofondi tendenzialmente placidi, dunque, si va configurando il problematico intervento di Funk: esso non si risolve in furibonde cavalcate drill‘n’bass senza criterio, bensì in brevi e affilati squarci di beat, glitch e sintetizzatori espulsi in frammentarie sequenze caotiche – e in ciò, verosimilmente, si annida la lezione degli ultimi Autechre, tuttora la più poderosa forza centrifuga dell'avanguardia elettronica.

Otto tracce come variazioni su un tema complesso e dalle trame inestricabili, eppure a ogni passo più sicuro del procedimento adottato, a difesa e riconferma di una tesi di partenza in cui si è voluto credere sino all’ultimo. L’incontro tra Venetian Snares e Daniel Lanois è un grido postmoderno lancinante ma tra i solchi del quale sopravvive una forma grezza di poesia, come a un secolo di distanza dall’ultimo dissing dell’hip-hop più sotterraneo. Onore al merito di aver approcciato con classe e misura un crossover ardito e massimamente esposto a imbarazzanti scivoloni: è uno sforzo degno d’essere ascoltato e la cui relativa importanza non andrebbe sottovalutata.

(11/05/2018)

  • Tracklist
  1. Mag11 P82
  2. HpShk5050 P127
  3. United P92
  4. Bernard Revisit P81
  5. Best P54
  6. Mothors Pressroll P131
  7. Night MXCMPV1 P74
  8. Ophelius 1stP118
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