Watain

Trident Wolf Eclipse

2018 (Century Media) | black metal

Il ritorno di uno dei pilastri del black metal svedese, dopo cinque anni passati dall’uscita dell’ultimo “The Wild Hunt” (2013), non lascia certo indifferenti. “Trident Wolf Eclipse” conferma come i Watain siano ancora una delle band più interessanti e coraggiose del panorama scandinavo. Se l’album precedente aveva spiazzato non poco con l’inserimento della ballad “They Rode On” e con una title track che suonava come un evidente omaggio al Quorthon del periodo “Twilight Of The Gods”, il nuovo album sembra andare nella direzione opposta.

Erik Danielsson e soci con il loro sesto full-length mettono a segno un colpo brutale ed essenziale, realizzando il lavoro più breve della loro carriera: otto brani per circa trentacinque minuti. Qui non trovano spazio voci pulite o divagazioni atmosferiche e strumentali. Tracce come “Nuclear Alchemy” e “Furor Diabolicus” mostrano un sound black pienamente inserito nella tradizione svedese, con qualche riferimento al passato (non a caso, l’anno scorso la band di Uppsala ha eseguito per interno il suo secondo album, “Casus Luciferi”, al festival Stockholm Slaughter). In questo ultimo lavoro i Watain cavalcano selvaggi blast beat con un’attitudine grezza e ferale che i fan di vecchia data sicuramente apprezzeranno.

La traccia d’apertura “Nuclear Alchemy” (di cui è disponibile anche un video diretto dal regista Claudio Marino) mette subito le cose in chiaro, fotografando un po’ quello che sono i Watain oggi: una band dallo spirito pirotecnico, capace di guardare alla tradizione di una certa branca del metal estremo ma, al contempo, mostrare con orgoglio un proprio sound personale e riconoscibile, frutto di vent’anni d’esperienza che sembrano non aver scalfito affatto l’ardente carica luciferina dei Nostri. Mentre una traccia come “Sacred Damnation” sembra trasportarci direttamente ai tempi di “Casus Luciferi”, il brano “A Throne Below” guarda con ardore alla triade Celtic FrostBathory e Venom, dissacranti lumi tutelari del gruppo.

In generale, si odono qua e là richiami al metal estremo anni Ottanta, ovviamente inseriti in un’atmosfera che vuole rievocare anche i primi fiammeggianti anni del metallo nero dei Novanta, i quali hanno lasciato il proprio marchio anche in Svezia. Si ascolti, ad esempio, la traccia “The Fire Of Power”.
“Towards The Sanctuary”, uno dei brani più a fuoco del lavoro, fotografa bene lo spirito che anima ancora le ardenti performance dei Watain, sempre incisive quanto blasfeme. Si tratta di un approccio old school consapevole e spostato prepotentemente in avanti, forte di un deciso ritorno in auge di certe sonorità, ora più che mai capaci di affascinare un pubblico vasto ma senza correre il rischio di snaturarsi.
Con “Trident Wolf Eclipse” i Watain sembrano essere tornati in piena forma con un album che, siamo certi, non deluderà nella sede live per cui sembra essere stato pensato e realizzato.

(05/01/2018)



  • Tracklist
  1. Nuclear Alchemy 
  2. Sacred Damnation 
  3. Teufelsreich 
  4. Furor Diabolicus 
  5. A Throne Below 
  6. Ultra (Pandemoniac) 
  7. Towards The Sanctuary 
  8. The Fire Of Power


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