Will Hoge

My American Dream

2018 (Edlo/Thirty Tigers) | country-rock, americana

Nell’inseguire la next big thing della musica rock, a volte sorvoliamo su album di buona e onesta fattura, dischi che non mirano a rivoluzionare la storia, ma che hanno tanto da insegnare a molti rocker improvvisati e spesso abbagliati dai loro idoli. È il caso di Will Hoge e del suo atipico nuovo progetto “My American Dream”, dove l’artista mette insieme canzoni vecchie e nuove, tutte collegate da un filo comune: la crisi politica americana. Una carriera ventennale e una coerenza stilistica invidiabile fanno del musicista uno dei più ricercati autori del circuito folk-rock di Nashville, ma dalle nostre parti può contare solo su uno sparuto seguito in quella sempre numerosa cerchia di fan del rock americano più roots.

Seguito del fortunato “Anchors”, pubblicato quasi un anno fa, “My American Dream” nasce da un’esigenza puramente artistica. Otto tracce per poco più di trenta minuti di rock americano al fulmicotone, che affrontano la situazione politica post-Trump, mettendo sul tavolo questioni molto spinose: la vendita delle armi e le stragi nei campus, la corruzione e la crisi, le nuove frontiere del razzismo.
L’analisi non è dettata dalla voglia di dare delle risposte, anzi, lo stesso Hoge esterna dubbi e perplessità su una società alla deriva, che non sembra intercettare quei valori universali che sembravano consolidati dopo la fine della guerra fredda e lo spettro del terrorismo internazionale. Ed è da queste premesse che scaturisce la scelta dell’autore di abbandonare le atmosfere più ricercate ed elaborate degli ultimi album, a favore di una cascata di suoni potenti e grezzi.

Registrato in soli tre giorni con i fidi musicisti Thom Donavan Chris Griffiths e Allen Jones, con il sempre solerte produttore Ray Kennedy, “My American Dream” è per Will Hoge l’occasione per esternare rabbia e frustrazione senza compromessi e con toni espliciti. Un risultato che ottiene iniettando una dose d’energia in trame country-rock altrimenti ordinarie, al contrario baciate da un’ispirazione contagiosa e vitale. Quando in “Thoughts & Prayers” Hoge getta la maschera, non solo mostra tutta la sua collera e amarezza per le vittime innocenti causate dall’uso massiccio di armi in America ( il brano è stato pubblicato dopo le sparatorie di Sutherland Springs e Las Vegas, nel 2017), ma mette in moto un flusso di emozioni liriche trascinanti, che ben si adattano alle trame sonore.

Un brio southern-rock, l’energia di Bob Seger, il timbro vocale leggermente nasale alla Dylan e una lieve influenza soul si amalgamano senza forzature.
Su tutte spiccano, oltre alla già citata “Thoughts & Prayers”, l’intenso rock-blues iniziale “Gilded Walls”, nella quale Hoge pone subito in prima linea le intenzioni politiche dell’album, e l’accattivante southern-rock di “Still A Southern Man” (altro brano già edito nel 2015 ), che potrebbe benissimo far parte di un disco dei Lynyrd Skynyrd.
La vera sorpresa di “My American Dream” non è comunque legata alle evidenti motivazioni politiche: Will Hoge è riuscito nel difficile compito di dare una veste adeguata alle sue esternazioni sociali, e se non siete del tutto convinti dalle mie parole, provate ad ascoltare la sardonica “Oh Mr. Barnum”, che sembra uscire da uno dei migliori album di Elvis Costello, o la potente e graffiante “The Illegal Line”, e forse scoprirete uno dei migliori album di country-rock degli ultimi tempi.

(24/02/2019)



  • Tracklist
  1. Gilded Walls 
  2. Stupid Kids
  3. Still A Southern Man
  4. Oh Mr. Barnum
  5. Thoughts & Prayers 
  6. My American Dream
  7. The Illegal Line
  8. Nikki's a Republican Now




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