Yves Tumor

Safe In The Hands Of Love

2018 (Warp) | post-industrial, deconstructed club

“Safe In The Hands Of Love”, eppure le scenografie in cui si viene calati dall’intro “Faith In Nothing Except In Salvation” e dalla successiva “Economy Of Freedom” sono tutt’altro che sicure, o anche solo rassicuranti. Fiati lugubri, interferenze, cavi dell’alta tensione scoperti, echi e ronzii dronici sono quel che resta dopo un’apocalisse cibernetica. Punti di vista: in quello che ai più sembrerebbe un limbo arido e inospitale Sean L. Bowie ci si sente a casa. E a casa sua Yves Tumor può farci quel che vuole, tirar fuori pop song da cumuli di detriti e storture deconstructed club, ad esempio.
Lo posso quasi vedere, trascinare la sua figura ambigua e aguzza tra le colline di chip e schede madri bruciate, inciampare un vecchio nastro, con su un giro d’archi di eoni fa, un po’ stridulo un po’ gioioso, perfetto per incollarci la cantilena catchy e malconcia di “Noid”. Ma siamo pur sempre in un luogo di castigo eterno e anche il ritornello più azzeccoso è destinato a finire sfregiato da un finale di deliri post-jazz.

“Licking An Orchid”, duettata dolcemente con James K, è ancora più orecchiabile, e dunque vulnerabile, con quell’arpeggino di chitarra ingoiato da gelide folate di vento post-nucleare. Dopo un altro numero piuttosto su di giri, “Lifetime”, in “Hope In Suffering (Escaping Oblivion & Overcoming Powerlessness)” Tumor incontra due amici di dannazione: Oxhy e Puce Mary. È un incontro destinato a riportare l’ordine. O il disordine. Ancora una volta è questione di punti di vista, scelta da prendere tra cocci di monoliti infranti, scosse elettriche e frammenti di memorie registrate e reincise sullo stesso disco.
Un violoncello moribondo fa le giravolte intorno alle confessioni sbiadite di “Recognizing The Enemy”, brano in dissolvenza animato da sparuti singhiozzi di battito. Eccezion fatta per i singulti techno di “Honesty”, è proprio quest’ultimo, il battito, l’assente illustre di “Safe In The Hand Of Love”. Eppure si ha la perenne sensazione che fino a un attimo prima fosse lì, prima che un terremoto lo spezzasse, e ne sotterrasse i frantumi, permettendogli di riaffiorare solo a sprazzi. Chiude il pezzo più noise del lotto, un inno queer e distorsivo intitolato “Let The Lioness In You Flow Freely”.

Incostante, ma a suo modo coerente, spigoloso e ruvido, ma anche alquanto magnetico – aiutato in questo da momenti più semplici e melodie rotonde - “Safe In The Hands Of Love” è il disco della consacrazione di Bowie. Non ha il fascino distruttivo e non giova del fattore novità del predecessore “Serpent Music”, ma il primo disco di Tumor inciso in casa Warp gli sta facendo guadagnare la meritata visibilità che quasi un decennio di innovazioni, decine di moniker e collaborazioni spiazzanti non gli avevano portato.

(21/12/2018)

  • Tracklist
  1. Faith In Nothing Except In Salvation
  2. Economy of Freedom
  3. Honesty
  4. Noid
  5. Licking an Orchid (feat. James K)
  6. Lifetime (feat. Oxhy & Puce Mary)
  7. Hope In Suffering (Escaping Oblivion & Overcoming Powerlessness) [feat. Oxhy & Puce Mary]
  8. Recognizing the Enemy
  9. All the Love We Have Now
  10. Let the Lioness In You Flow Freely


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