Better Oblivion Community Center

Better Oblivion Community Center

2019 (Dead Oceans) | alt-folk-rock

E’ sicuramente una delle uscite calde del momento l’esordio del progetto in comune di Phoebe Bridgers e di Conor Oberst, chiamato col nome accattivante Better Oblivion Community Center. Lei una delle nuove voci del cantautorato new nineties, lui ovviamente mostro sacro, è forse inevitabile che il disco suoni un po’ come prodotto midstream di qualità assicurata, il cui obiettivo implicito è di scavare solchi, sfruttando la sinergia tra la giovane carica empatica di lei e l’ispirazione particolarmente tormentata, negli ultimi tempi, di lui – ma che in fin dei conti risulta piuttosto standard, si potrebbe dire ormai “incastrato” nel genere Dead Oceans.

Il disco, come del resto il singolo “Dylan Thomas”, ondeggia tra intuizioni melodiche più o meno fresche e accattivanti e altre molto più canoniche e preconfezionate (se non del tutto inconcludenti), dando in fin dei conti l’impressione di un sottofondo più disimpegnato di quello che vorrebbe essere.
Anche quando si cercano sbocchi sulla ritmica (“Sleepwalkin’”), cercando di evitare il pericolo sempre in agguato del duetto country (comunque presente in “Chesapeake”), si percepisce l’assenza di una vera identità di scrittura.

Non è insomma un problema di stile (non aiuta certamente il sound e gli arrangiamenti piuttosto impersonali), quanto di scrittura e di ispirazione mediocri.

(31/01/2019)



  • Tracklist
  1. I Didn’t Know What I Was In For
  2. Sleepwalkin’
  3. Dylan Thomas
  4. Service Road
  5. Exception to the Rule
  6. Chesapeake
  7. My City
  8. Forest Lawn
  9. Big Black Heart
  10. Dominoes
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