Cass McCombs

Tip Of The Spheres

2019 (Epitaph-Anti) | alternative, songwriter

Quando John Peel lo definì uno dei migliori talenti in circolazione, Cass McCombs aveva inciso un solo album (l’esordio “A”). Purtroppo il giornalista e conduttore radiofonico inglese non ebbe il tempo di apprezzarne in pieno le capacità di autore e arrangiatore: il fantasioso mix di malinconico cantautorato, new wave e oscura psichedelia intitolato “PREfection” vide infatti la luce nel 2005, ovvero un anno dopo la scomparsa della storica voce della Bbc.

Studioso di storia, filosofia, religione e politica, il musicista di Baltimore ha tenuto fede alle premesse grazie a un costante livello qualitativo della sua opera, anche se, fino ad ora, non è riuscito a mettere in piedi una rappresentazione musicale all’altezza del suo genio creativo. Album più di maniera come “Wit’s End” e “Catacombs” si sono fatti dimenticare in fretta, prima che il più ambizioso e temerario “Big Wheel And Others” inaugurasse una stagione creativa più intensa.
Con l’album “Mangy Love”, e un cambio di scuderia discografica, la prospettiva stilistica si è ulteriormente definita: il folk-rock mutante del musicista americano si è tinto di psichedelia alla Grateful Dead, mentre la scrittura si è avvicinata alle migliori intuizioni di James Taylor o Paul Simon.

“Tip Of The Sphere” è un progetto che ostenta sicurezza e audacia. Cass McCombs non rinuncia al profilo di cantautore indie alla Elliott Smith, ma il target di riferimento è leggermene più classico, ed è infatti il fantasma del blues filtrato attraverso la sensibilità del country (insomma un po’ Bob Dylan, un po’ Neil Young) il leit-motiv di queste undici nuove canzoni.
Come spesso accade, ci sono piccoli elementi nella scrittura e negli arrangiamenti che fanno la differenza. La perfetta interazione tra la chitarra di McCombs e il basso di Dan Horne è senza dubbio il più evidente, e lo è già dalle prime note dell’incalzante groove che anima i sette minuti e mezzo della psichedelica ballad “I Followed The River South To What”, autentico manifesto del nuovo status artistico del cantautore.

Quello che stupisce è il delizioso equilibrio tra comunicatività e complessità, facilmente palpabile nell’esternazione pop più vigorosa, alla Atlanta Rhythm Section-meets-Steve Miller Band, di “The Great Pixley Train Robbery“, e nel sentito omaggio all’artista messicano Juan Gabriel (“Estrella”) che introduce piacevoli assonanze con il David Crosby di “If I Could Only Remember My Name”, prima di flirtare con deliziose trame folk-jazz in “Absentee”. Altre tentazioni quasi-pop fanno il verso all’Inghilterra del britpop (“Sleeping Volcanoes”), ai riff e alle allucinazioni urbane di Lou Reed (“Sidewalk Bop After Suicide”) o al fascino obliquo dell’alternative country (“Prayer For Another Day”).

“Tip Of The Sphere” è un album nel quale tutto ciò che sembra ovvio e prevedibile suona invece vibrante e nuovo, grazie a un’abile mistura di rispetto e smitizzazione della tradizione musicale americana, che proprio nelle esternazioni più morbide e flessuose cela paure e angosce.
Non è un caso che il flusso di emozioni più potenti si nasconda dietro l’apparente calma di “Tying Up Loose Ends”, quasi una moderna “Moondance” cesellata da un eccellente assolo di chitarra e dal suono lontano di un’armonica. Una folgorazione sonora che si ripete subito dopo nei dieci minuti abbondanti di “Rounder”, una canzone basata su un groove agevole e un incedere armonico lineare che la perizia dei musicisti trasforma in una deliziosa jam-session (tra Grateful Dead e Dire Straits).
Nelle restanti tracce McCombs procede sempre con passo sicuro e con costante ispirazione, intingendo la malinconica “Real Life” in un mare di morbide tablas, o contaminando i contrappunti lessicali e musicali di “American Canyon Sutra” con algide interferenze elettroniche che sembrano provenire dal simulacro di “Blackstar”, suggellando con intelligenza e personalità l’album destinato a consacrane definitivamente il talento.

(25/03/2019)



  • Tracklist
  1. I Followed The River South To What
  2. The Great Pixley Train Robbery
  3. Estrella 
  4. Absentee 
  5. Real Life
  6. Sleeping Volcanoes
  7. Sidewalk Bop After Suicide
  8. Prayer For Another Day 
  9. American Canyon Sutra 
  10. Tying Up Loose Ends 
  11. Rounder   






Cass McCombs su OndaRock
Recensioni

CASS MCCOMBS

Big Wheel And Others

(2013 - Domino)
La prova del nove per il talentuoso songwriter, in un doppio album ricco di emozioni

CASS MCCOMBS

Wit's End

(2011 - Domino)
Il ritorno del cantautore americano, tra romanticismo e spiritualità a tinte fosche ..

CASS MCCOMBS

Catacombs

(2009 - Domino)

Nuovo sound per il quarto album del cantautore americano

CASS MCCOMBS

Dropping The Writ

(2007 - domino)
Vira verso il pop cantautorale la terza prova di Cass McCombs

News
Cass McCombs on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.