C. Duncan

Health

2019 (Fat Cat) | sophisti-pop

Con una nomination al Mercury Prize nel 2015 per l’etereo bedroom pop di “Architect” e dopo la conferma di “The Midnight Sun”, anche per C. Duncan è arrivato il momento di far evolvere la piacevole formula lo-fi verso una musicalità più strutturata e definita. Ad aiutarlo in questa impresa l’autore ha chiamato per la prima volta un produttore, Craig Potter (Elbow), e dei musicisti, progettando anche un tour con una vera e propria band.

La rivoluzione è non solo estetica ma strutturale: C. Duncan abbraccia le logiche del pop inseguendone pregi e difetti. Anche i testi si adattano alle nuove prospettive creative: sesso, amore e incomunicabilità sono al centro delle dodici tracce, il profumo di erba e pioggia dell’esordio e le tematiche fantascientifiche del secondo album sono ormai un lontano ricordo. Ed è la prima volta che il musicista affronta anche il tema dell’omosessualità, con una presa di posizione più netta in “He Came From The Sun”: un brano dove racconta non solo il suo personale coming out, ma anche la triste vicenda dei gay in Cecenia.

Con “Health” il musicista ripristina il termine easy listening abbracciando un suono a metà strada tra i Manhattan Transfer (“Talk Talk Talk”, “Stuck Here With You”) e gli Abba (“Impossible”), anche se il raffronto più efficace è quello con il conterraneo e compianto Chris Rainbow, con il quale condivide quel tono evanescente e quasi innaturale che coniuga gli intrecci armonici dei Beach Boys con le raffinatezze funky-jazz dei tardi anni 70.
C. Duncan entra dunque nel mondo del sophisti-pop, pescando sia nel romanticismo post-prog stile Alan Parsons in “Wrong Side Of The Door” che nella disco-music più raffinata in stile Chic in “Holiday Home”.
Qualche eccesso in fase di produzione sacrifica in parte il tocco naif e surreale degli esordi, che fa comunque capolino sia nella raffinata e complessa title track, che nella romantica “Reverie”. Le flebili influenze psichedeliche sono ormai assenti, surrogate da insolite sonorità jazzy (“Blasé”) e potenziali hit da dancefloor (“Pulse & Rain”).

Va preso atto che “Health” rappresenta per il musicista scozzese una presa di coscienza artistica ricca di ostacoli e rischi. Il passaggio da cult-artist a potenziale protagonista delle classifiche di vendita non è mai stato facile. Dopotutto “Architect” non era il suo “Swoon” né “Health” rappresenta l’eventuale “Steve McQueen”, tuttavia C. Duncan resta uno dei pochi compositori pop degni di attenzione.

(15/04/2019)



  • Tracklist
  1. Talk Talk Talk
  2. Wrong Side Of The Door
  3. Impossible
  4. He Came From The Sun
  5. Holiday Home
  6. Health
  7. Somebody Else’s Home
  8. Blasé
  9. Reverie
  10. Pulses & Rain
  11. Stuck Here With You
  12. Care




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