Darkthrone

Old Star

2019 (Peaceville) | black metal

La vecchia stella continua a brillare, piaccia o no. La chiave di lettura di “Old Star” passa proprio dal titolo del disco, qualcosa di remoto (gli anni Ottanta e le radici stesse del black metal) che si distingue come una luce nel buio proveniente da una galassia lontana. Se con alcuni lavori i Darkthrone possono aver tradito le attese di qualche fan della prima ora, di certo i due norvegesi non hanno mai rinnegato lo spirito che li contraddistingue fin dagli esordi: oggi non è importante suonare black metal tout court, poiché ancora una volta ciò che conta è poter comporre senza vincoli o pressioni di sorta, mantenendo un’invidiabile indipendenza che esula da qualsiasi trend legato al metallo estremo, contemporaneo e non.

Il pezzo che apre il disco (“I Muffle Your Inner Choir”) è una dichiarazione di intenti, un fuoco primordiale che affiora dalle viscere della terra come un prequel della second wave; dopotutto nella musica dei Darkthrone il riferimento costante si chiama Celtic Frost e non potrebbe essere altrimenti. “The Hardship Of The Scots” è molto più elaborata: ci imbattiamo subito in un riff preso in prestito dagli Ac/Dc (“Let Me Put My Love Into You”) immerso dentro un mood di marca N.W.O.B.H.M., per poi precipitare nelle catacombe doom di scuola Tiamat (quelli dei primi album) fino al tripudio heavy metal del break centrale che non delude affatto le aspettative. Chiude il lato A del vinile una title track piuttosto breve che lascia ricordi meno entusiasmanti; tuttavia, una volta raggiunto il giro di boa, le sensazioni sono sicuramente positive.

Fenriz e Nocturno Culto amano quello che fanno, perché “Old Star” trasuda una passione che travalica le epoche o i generi di riferimento, penetrando fin sotto la pelle dell’ascoltatore. Qui si macinano riff come se fosse una tradizione da rispettare, senza dare nessuna importanza alle apparenze. A proposito di sostanza, “Alp Man” è un massiccio di metallo che si eleva maestoso e fumante, la quiete prima della tempesta “Duke Of Gloat”, un chiaro esempio di black metal a metà strada tra la scuola di appartenenza (quella norvegese) e tutte le esperienze maturate attraverso i vari prototipi estremi di matrice anni Ottanta. Non siamo in bilico, questo si chiama equilibrio.
Discreta la chiusura affidata a “The Key Is Inside The Wall”, un brano che sembra voler riassumere in un sol colpo le varie sensazioni del disco: metal roccioso, rallentamenti e accelerazioni, un grezzo contenitore sapientemente gestito da chi sa come arrivare dritto al sodo.

La naturalezza di “Old Star” è un motore sempre acceso, un senso di libertà che non ha bisogno di aggrapparsi alla novità. Basta saper reinterpretare il passato con la giusta dedizione e i conti tornano: “The key in inside the wall, every wall, every way”.

(03/06/2019)

  • Tracklist
  1. I Muffle Your Inner Choir
  2. The Hardship Of The Scots
  3. Old Star
  4. Alp Man
  5. Duke Of Gloat
  6. The Key Is Inside The Wall




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