David Ian Roberts

Travelling Bright

2019 (Cambrian) | chamber-folk

Per chi conosceva David Ian Roberts per gli educati ma un po’ dimessi brani di “St. Clears”, l’ascolto del volitivo, si potrebbe dire quasi esplosivo “Travelling Bright” sarà in una certa misura spiazzante. La strumentale “Carillon”, per dire, ricorda le assolate scorribande dei Balmorhea di “All Is Wild, All Is Silent”, le fiammate acustiche di “A Million Winds” l’ardore panico di “Fleet Foxes”. Sono un po’ questi i punti di riferimento, in termini di ambizione, per questo secondo lavoro del gallese di Cardiff, e da molto tempo non veniva pubblicato un lavoro dai contorni così netti, un viaggio musicale dalla personalità così spiccata da presentarsi immediatamente come instant classic.

Accanto al songwriting, all’espressività “bardica”, alla Roy Harper, David unisce ora una musicalità esuberante, che si sviluppa su florilegi chitarristici e strumentali che sembrano riempire di significato lo spazio percepito (“Grail”), all’insegna di una luminosità mai stucchevole (“Lulling For A Greener Man”, "Amber"). Il disco è in generale uno dei migliori esempi mai sentiti di come pochi elementi possono insieme diventare veicolo di strutture di complessità e profondità insospettabili, se presi singolarmente (“John Says”, una delle tracce migliori): c’è infatti, in “Travelling Bright”, una sapienza compositiva che sa guidare i silenzi, tanto quanto le note.
Il carattere pastorale del disco è corollario proprio della naturalezza della scrittura, sempre guizzante,come se dotata di vita propria (“Sending Out Fires”).

Grande lavoro sembra essere stato dedicato all’orchestrazione chitarristica, tanto che questo è un disco che avrebbe valore anche senza l’espressione vocale (“Glass Bead Game”, le esplosioni di colore della Pecknold-iana title track), che si sviluppa invece generalmente in modo organico agli arrangiamenti.
Una vera gemma nascosta di quest’anno in corso, uno di quei dischi, che se inavvertitamente e colpevolmente ignorati dal grande pubblico, saranno oggetto di ristampa in pompa magna tra vent’anni: chi ha la fortuna di vederne la nascita non se lo faccia sfuggire.

(30/03/2019)



  • Tracklist
  1. A Million Winds
  2. Sending Out Fires
  3. Lulling a Greener Man
  4. Amber
  5. Travelling Bright
  6. John Says
  7. The Holloway
  8. Carillon
  9. Grail
  10. Winter Sun
  11. Glass Bead Game
  12. The Old King of Sunsets
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