Deerhunter

Why Hasn't Everything Already Disappeared?

2019 (4AD) | alt-pop, indie-rock

Scena prima: un clavicembalo, dietro il clavicembalo la co-produttrice Cate Le Bon, partono le note di “Death In Midsummer”, istantanee della rivoluzione d’ottobre, racconti di morte, un crescendo emozionale, atmosfere che da barocche si trasformano gradualmente in elettriche. Scena seconda: “No One’s Sleeping”, squarci di sax su un’andatura alt-folk-pop, 16 giugno 2016, il barbaro omicidio della parlamentare europeista laburista britannica Helen Joanne Cox (cognome del marito, lo stesso di Bradford) per opera del militante neonazista Thomas Mair al grido “Gran Bretagna libera!”. Scenari di vittime e sangue, dal passato e dal presente.

Scena terza: Berlino, tardi anni Settanta, il Bowie pre-wave sfrutta le illuminazioni di Brian Eno e architetta “Low”, “Greenpoint Gothic” è la “Speed Of Life” dei Deerhunter, giusto un paio di minuti che ci teletrasportano in uno spazio atemporale. Fin qui tutto perfetto, persino leggero, nonostante i temi trattati, ma dietro l’angolo ecco stagliarsi qualche giro a vuoto, qualche traccia riuscita a metà, dall’accessibilità un po’ telefonata di “What Happens To People?” alle robotiche vedute dallo spazio di “Détournement”, fino agli sperimentalismi di una “Tarnung” che si salva più per il bel sax notturno che per i backing vocals della Le Bon.

“Why Hasn’t Everything Already Disappeared?” complessivamente regge comunque più che bene: fra le irresistibili delizie indie di “Futurism”, i richiami al “Village Green” dei Kinks, i ricordi dell’ultima estate di James Dean (nel funk quasi Jamiroquai di “Plains”) e le istanze ecologiste di “Element”, si scivola verso la bella e lunga coda strumentale di “Nocturne”. E' il sigillo di un lavoro che prosegue il percorso di “normalizzazione” dei Deerhunter, concentrati sull'elaborazione di un formato-canzone più “canonico” rispetto al passato, a discapito del maggior gusto per l’avventura che lì caratterizzò fino a “Halcyon Digest”. Resta intatta la capacità di centrifugare tante influenze costruendo un prodotto che – con spiccata personalità – si sgancia dai tanti riferimenti per brillare di luce propria.

(21/01/2019)

  • Tracklist
  1. Death In Midsummer
  2. No One’s Sleeping
  3. Greenpoint Gothic
  4. Element
  5. What Happens To People?
  6. Détournement
  7. Futurism
  8. Tarnung
  9. Plains
  10. Nocturne


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