Du Blonde

Lung Bread For Daddy

2019 (Moshi Moshi) | garage-rock, glam-rock, songwriter

Addio agli amori, alle turbolenze di una vita intera, finanche alle vecchie identità e alle consuetudini tossiche: ha il sapore di un riscatto da tempo agognato, con tutta l'insicurezza e il nervosismo che può accompagnare un simile processo, un album come “Lung Bread For Daddy”, terzo in carriera per Beth Jeans Houghton e secondo col moniker/alter-ego Du Blonde. Realizzato in un quadriennio di grandi sconvolgimenti e realizzazioni personali (in primis la piena consapevolezza della sua non conformità al binarismo di genere), il nuovo progetto torna sul luogo del delitto che fu del precedente “Welcome Back To Milk”, fondendo armonie garage-rock, fraseggi glam e solidità autoriale con slancio rinnovato e una presenza rafforzata, riflesso delle nuove condizioni creative e di un diverso approccio alla propria esistenza. Viscerale, schietta nel confrontarsi col passato e i fantasmi di un'intera vita, approfitta del suo primo album interamente concepito, suonato e autoprodotto per rivelarsi nell'intimo, scavando tra ricordi, ansie e paure in dodici brani di cristallina sincerità. È una catarsi in musica che vale più di mille testamenti artistici.

Efficace tanto nel costruire brani fulminanti, istantaneamente memorabili (il sing-along da tardo britpop di “Angel”), quanto nell'esprimersi attraverso forme più complesse e composizioni strutturate di tutto punto (l'accorata ballad pastorale “RBY”, a cavallo tra la psichedelia più estatica e il fervido folk degli esordi), Jeans Houghton sfodera gli artigli ad ogni passaggio, che si tratti di scavare ancora più profondamente nelle turbe del proprio passato così come nel mostrare un'affilata intelligenza lirica, piena di un sarcasmo essenzialmente british. Storie di rimpianti e abbandoni, spesso e volentieri giocate su una trascinante energia (le amarissime riflessioni post-breakup di “Holiday Resort”), disperate invocazioni d'aiuto (le sinuosità tastieristiche nel tessuto garage di “Buddy”), finanche stridenti riferimenti anatomici (la semplicità noisy della confessionale “Peach Meat”) parlano di un'artista straordinariamente a suo agio con la propria vulnerabilità, pronta a contrassegnare ogni elemento delle narrazioni con le dovute nuance compositive, con la necessaria spinta di arrangiamenti e melodie.

Se la maestosa baldanza pop di un disco quale “Yours Truly, Cellophane Nose” resterà probabilmente irripetibile, nelle vesti di Du Blonde l'autrice (ormai anche valida videomaker e programmatrice di videogiochi) rivela analoga pienezza di risultati, trasformando anche la più sordida delle proprie esperienze in materiale luccicante. Abbracciando sconfitte e disillusioni, Houghton è adesso pronta a lasciarle andare via: tutta la saggezza di una personalità pronta più che mai a spiccare il volo per davvero.

(28/03/2019)

  • Tracklist
  1. Coffee Machine
  2. Take Out Chicken
  3. Peach Meat
  4. Holiday Resort
  5. Baby Talk
  6. Angel
  7. Buddy
  8. Heaven Knows
  9. RBY
  10. Acetone
  11. Days Like These
  12. On The Radio




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