Eluvium

Pianoworks

2019 (Temporary Residence Ltd.) | modern classical

In quanti oggi sarebbero disposti ad ammettere che Matthew Cooper sia stato uno degli iniziatori dell'ondata modern classical? La “canonizzazione” del termine si farebbe probabilmente coincidere con l'ascesa di figure tuttora in prima fila sulla scena internazionale – i vari Frahm, Arnalds, Richter, oltre al compianto Jóhannsson – mentre una “vecchia gloria” spostatasi ai margini dell'hype sembra destinata ad appartenere eternamente (e forzatamente) soltanto all'epoca identificata col post-rock e l'ambient “sinfonica”.

Sarebbero questioni di lana caprina, se di mezzo non ci fosse un album che quindici anni fa, a mio parere, ha segnato un considerevole punto di svolta per la frangia strumentale della musica indie. Riproporre nel 2019 i lavori per piano solo del moniker Eluvium è infatti la miglior occasione per dare nuovamente lustro alla profonda sensibilità melodica che ha preceduto i grandi affreschi atmosferici di “Talk Amongst The Trees” e “Copia”, cristallizzata nel ciclo di miniature neoclassiche di “An Accidental Memory In The Case Of Death” (2004), re-incise e incluse nel cd bonus della presente raccolta. Impossibile non ripartire da qui, per poi scoprire gli inediti che l'autore ha faticosamente compilato nell'arco di circa un decennio.

Qui come agli esordi, Cooper ha perseguito l'obiettivo di un linguaggio pianistico elementare – aggettivo da intendersi quasi nella sua accezione scolastica – un frasario minimo anziché minimalista, per l'appunto ben prima che la lezione americana di Glass e Reich fosse oggetto di un inevitabile quanto massiccio revival da parte delle nuove generazioni.
L'intento di Cooper si esplica soprattutto, e più che mai, nel primo volume di “Pianoworks”, sorta di manuale didattico ed emotivo per principianti della tastiera: tredici esercizi di studiata semplicità che perpetuano il più delicato romanticismo di Chopin e Satie tra valzer, notturni e quieti interni giorno fuori dal tempo.

È in rapporto a questi modesti études che si disvela nuovamente tutta la rilucente raffinatezza dei brani di “An Accidental Memory”, forti di una maggior sicurezza tecnica e di una decantazione che, in ogni intervallo riveduto e perfezionato, offre suggestioni del tutto nuove. “Perfect Neglect In A Field Of Statues” si conferma tra i momenti più maturi e immaginifici, mentre sul finale in origine turbolento di “The Well-Meaning Professor” Cooper esercita un controllo tale da condurlo – forse per la prima volta – a una più misurata risoluzione.
Ancor più sobri e stilizzati, se possibile, i tre episodi selezionati da “Copia” (“Prelude For Time Feelers”, “Radio Ballet”, “Hymn #1”) e altri tre dal doppio album “Nightmare Ending” (“Caroling”, “Impromptu (For The Procession)”, “Entendre”), tutti di coeva ispirazione benché portati a compimento e pubblicati in periodi diversi, interrotti dalla meno riuscita prova “cantautorale” di “Similes”.

Coerente e omogenea, “Pianoworks” è una raccolta di piccoli gioielli d’intimismo pianistico che potrebbero piacevolmente sorprendere i nuovi arrivati, mentre ai cultori di Eluvium farà soprattutto comodo averne a portata di mano l’intero corpus di composizioni acustiche, espressione nuda di un talento del quale, a distanza di quindici anni, continuano a maturare la lungimiranza e la solidità, sebbene già evidenti in tempi non sospetti.

(12/06/2019)

  • Tracklist

Vol. 1

  1. Recital
  2. Quiet Children
  3. Carrier 32
  4. Inherent Mosaic
  5. Transfiguration One
  6. Masquerade
  7. Underwater Dream
  8. Vacuous Plenum
  9. Transfiguration Two
  10. Paper Autumnalia
  11. Myriad Days
  12. Soliloquy & Aside
  13. Empathy For A Silhouette


Vol. 2

  1. An Accidental Memory In The Case Of Death
  2. Genius And The Thieves
  3. Perfect Neglect In A Field Of Statues
  4. Nepenthe
  5. In A Sense
  6. The Well-Meaning Professor
  7. Prelude For Time Feelers
  8. Radio Ballet
  9. Hymn #1
  10. Caroling
  11. Impromptu (For The Procession)
  12. Entendre


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