Fedez

Paranoia Airlines

2019 (Sony Music) | pop, rap

Federico Leonardo Lucia, classe 1989, è uno dei cantanti italiani più famosi degli ultimi anni. La celebrità arriva fra il 2013 e il 2014, anche grazie al ruolo di giudice in X Factor, ma il ruolo di popstar lo condivide con J-Ax per i singoli-tormentone estivi del triennio 2016-2018. Tutto questo per arrivare a oggi, o meglio al 25 gennaio 2019, il giorno in cui è stato pubblicato "Paranoia Airlines", l'atteso quinto album. Sarà quello della rivincita sull'ex-amico J-Ax, quello dell'affermazione come cantautore portato a nuova maturità dalla nascita dello sbandieratissimo figlio con la neo-moglie Chiara Ferragni, oppure è un umiliante fallimento?

Se dovessimo ridurci a una scelta secca, la terza sarebbe la più appropriata. Ci si poteva aspettare un album-rivelazione, in termini artistici ma quantomeno mediatici. Qualcosa che alimentasse il gossip facendoci ricordare la persona dietro il personaggio o quantomeno ci dicesse dove è finito Fedez, oltre che negli ingredienti della crasi Ferragnez, l'etichetta che identifica la bestia bicefala generatasi con la fashion-moglie.
Il singolo che anticipa l'opera arriva a novembre 2018 ed è una dedica al figlio Leone, in pieno stile Jovanotti di "Per te", che è pura melassa. Non basta un cuore sensibile per soprassedere alla banalità del testo, al pensoso pianoforte malinconico, agli obsoleti archi o alla perniciosa lagnosità del ritornello. Il resto dell'opera scarta spesso verso altri lidi musicali, guidati da beat più incalzanti; inoltre, il tutto è colorato dalle ombre sbiadite di una noia esistenziale da social network. Peccato che anche quando il messaggio sembra vicino a palesarsi, in una qualche sua consistenza, ci si debba accontentare di una dose omeopatica, diluita in hook dozzinali e cliché frusti.

La fragilità di "Holding Out For You", per esempio, poco si adatta con il corrivo ritornello cantato da Zara Larsson. Il malessere della title track è lucidato e imbellettato per la classifica, nonostante qualche accenno di crudezza, mentre la voce penetrante di LP poco si amalgama al pop-rap pensoso di "Cosa senza spine", che rievoca il modello obsoleto del ritornello cantato da una donna in opposizione alla strofa rappata da un uomo. L'approfondimento psicologico di "Amnesia" genera frasi da Smemoranda: "Il vero depresso è quello che ha sempre lo stesso sorriso e ti dice che va tutto bene/ Ed un vero cattivo non ti fa il discorso prima di ammazzarti/ Se aspetti che passi qualcosa col tempo/ Finisce che è soltanto il tempo a passarti davanti". Penosamente, si cerca anche di aggiornarsi al mondo trap-rap, citando Drake e facendo affidamento a Trippie Redd e Tedua in "Che cazzo ridi", che campiona i Blink-182 di "Adam's Song": è questo il nuovo compromesso, una ballata intimista con collaborazioni di moda, citazioni di superstar mondiali e un sample nostalgico.

Un modello che si ripete simile, con una citazione di "Where Is My Mind" dei Pixies, in "Buongiornissimo", dove quantomeno Fedez si autodefinisce "mister banalità". Certo, emerge una interessante ambiguità sul ruolo di Fedez, o che quantomeno egli attribuisce a se stesso, in un mondo "tutto fumo e pubblicità", come se ci trovassimo dinanzi il fantasma di quell'ambivalenza dei suoi primi album. Qui trionfa però l'incoerenza di una sbandierata fragilità e semplicità in "Record", "Un posto bellissimo" o "Così", insieme a una spacconata come "Kim & Kanye" (con Emis Killa) e soprattutto alla tamarrata "TVTB", che scopiazza "I Love It" di Kanye West & Lil Pump e si fregia di un testo greve per produrre uno squallido ammicco ai giovanissimi, grazie alla collaborazione con i nuovi, radiofonici, tre sopravvisuti della trap-band Dark Polo Gang (Fedez si limita a canticchiare un ritornello non-sense).

Gioco facile sparare sul Fedez artista, che appariva bollito già ai tempi del secondo tormentone estivo con J-Ax, ma quello che quest'opera mette in crisi è il futuro da popstar. La narrazione della sua vita appare ormai incoerente, indecisa, disperatamente alla ricerca di una veste matura, credibile per un uomo che ora si avvicina ai 30 anni e ha una moglie, un figlio e un impero mediatico da co-gestire. Per un triennio ha saputo, con molti limiti, intercettare un sentimento musicale medio, quel minimo-comun-denominatore che fa la hit dell'estate, la canzone buona un po' per tutti ma che non piace molto a nessuno. Se Fedez era il Big Mac, oggi invece sembra una Girella: sempre spazzatura, ma anche fuori moda.

(01/02/2019)



  • Tracklist
  1. Prima di ogni cosa
  2. Holding out for You 
  3. Amnesia 
  4. Che cazzo ridi
  5. Paranoia Airlines 
  6. Fuckthenoia 
  7. Record 
  8. Kim & Kanye 
  9. Sfregi e difetti 
  10. L’una per l’alcol 
  11. Così 
  12. Un posto bellissimo 
  13. Cosa senza spine 
  14. Segni 
  15. Buongiornissimo 
  16. TVTB
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