Fidlar

Almost Free

2019 (Mom + Pop) | pop-punk

Zac Carper era stato di parola: nel terzo album dei Fidlar ci sarebbero stati un po' di esperimenti. Una precisazione doverosa, quantomeno per giocare d'anticipo nei confronti dei fan dello skate-punk, genere a cui la band è sempre stata associata. “Almost Free” si materializza dopo un anno e mezzo di lavoro da parte dei quattro losangelini e del produttore Ricky Reed, abili nel palleggiarsi il materiale seguendo uno schema di stratificazioni successive il cui intento appare (a posteriori) quello di guadagnare esposizione nelle radio rock americane.
A cominciare dall'inaspettato e dozzinale Beastie-mood di "Get Off My Rock", piazzato in apertura, è infatti quantomai evidente l'allontanamento dalla frenesia squisitamente punkettara del passato, in favore di un più rassicurante portfolio di riferimenti. Si va dalla fascinazione per i Black Keys ("Can't You See", "Flake") alla brama di scrivere la nuova "Blurred Lines" in "By Myself" (e non è un caso che Ricky Reed vanti collaborazioni con Robin Thicke), passando per lo psych-pop vagamente Kula Shaker di "Scam Likely" e le ballad come "Called You Twice" o "Good Times Are Over".

Sarebbe tuttavia riduttivo derubricare questo capitolo discografico a mero esperimento, dal momento che i Fidlar restano una party-band vogliosa di interpretare uno stile di vita fedele all'ormai vetusto cliché "sesso, droga e rock'n'roll" (vetusto per via del rock'n'roll, ovviamente). Al limite, viene spontanea una riflessione sui continui riferimenti alla sobrietà dichiarata da Carper già durante la fase promozionale del precedente "Too" , che oggi fanno il paio con il titolo di questo "Almost Free" (se di libertà dalle dipendenze si sta parlando), e che in realtà restano invece incagliati sul consueto e disinvolto utilizzo di testi chiaramente antitetici (si veda il primo singolo "Alcohol", o "Kick"); una dissonanza cognitiva che tradisce alternativamente calcolo e confusione, in definitiva però perfetta per validare la summa filosofica della band.
Non è in discussione che i Fidlar sappiano scrivere buone song (persino strumentali, come la title track) o che Zac incarni sempre il punto di vista di un giovane americano bianco mediamente disadattato ("Too Real"); il punto è che il cambio di sonorità con il quale la band prova a emanciparsi dai suoi esordi lascia sul tavolo, ancor più che in passato, le carte che servirebbero a dare coerenza a un album tirato per la giacchetta in più direzioni.
Come accadrebbe in una divertente festa alcolica, d'altronde.

(30/01/2019)

  • Tracklist
  1. Get Off My Rock
  2. Can’t You See
  3. By Myself
  4. Flake
  5. Alcohol
  6. Almost Free
  7. Scam Likely
  8. Called You Twice (feat. K.Flay)
  9. Nuke
  10. Too Real
  11. Kick
  12. Thought. Mouth.
  13. Good Times Are Over


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