Finn Andrews

One Piece At A Time

2019 (Nettwerk) | pop, songwriter

Ci sono voluti ben tre anni per il ritorno discografico di Finn Andrews. Tre anni che hanno sancito la fine dell'avventura con il gruppo dei Veils e il ritorno ad Auckland da parte del giovane musicista, noto anche per essere figlio del celebre ex-tastierista degli Xtc e poi frontman dei Shrieckback Barry Andrews.
"One Piece At A Time" è un progetto fortemente autobiografico, non solo nei contenuti lirici ma anche in quelli più strettamente musicali: la dolorosa rottura di una relazione sentimentale ha senz'altro agitato la penna dell'autore, ma quello che è evidente è la volontà di dare nuove vesti sonore alla ritrovata ispirazione. Dieci brani messi insieme in un periodo lungo cinque anni, tra canzoni accantonate durante gli ultimi giorni della band e altri messi insieme sempre seguendo un filo comune.

L'uso di archi, fiati e pianoforte caratterizza gli arrangiamenti morbidi e felpati, la sezione ritmica tiene un passo leggiadro, mentre le chitarre restano sottovoce, abbellendo e rifinendo gli scenari elettroacustici.
Finn Andrews entra in punta di piedi in quell'immenso scenario musicale intriso di malinconia e solitudine, lo fa a volte con il passo deciso del cantautore, scomodando perfino la teatralità di Nick Cave nella title track, un'analogia che fa capolino anche nel decadente romanticismo evocato da "What Strange Things Lovers Do".
Senza mai scalfire i confini dell'art-pop, il neozelandese cattura l'urgenza notturna e urbana dei Blue Nile in "Love, What Can I Do?", un brano che si avvale della presenza del papà Barry al piano, mentre la voce rotta dall'emozione di Finn scivola su un'avvolgente sezione d'archi.
Con egual grazia "Stairs To The Roof" e "A Shot Through The Heart (Then Down In Flames)" si intingono di velato ottimismo, tenendo saldo il tono romantico e sentimentale del progetto.

Che Finn Andrews voglia mettersi definitivamente a nudo è evidente già dall'istantanea di copertina che cattura il giovane Andrews in una posa androgina e riflessiva. Il musicista mette in fila ricordi e ambizioni, tra suggestioni cinematografiche ("Al Pacino/ Rise & Fall") cantate con il tono greve e disilluso di chi ha vissuto il sogno hollywoodiano, entrando per un attimo nell'obiettivo di David Lynch ("Hollywood Forever").
C'è ovviamente spazio per un più incisivo downtempo ricco di piacevoli variazioni armoniche ("The Spirit in the Flame") e per un singolare mix di flamenco e tragedia nella teatrale "One By The Venom", che ancora una volta paga un tributo alla genialità di Cave.

L'aver scelto un tono più confidenziale e agrodolce forse non gioverà molto al nuovo progetto di Andrews: una fruizione veloce e distratta non è infatti sufficiente per poter catturare tutto il fascino di "One Piece At A Time". Il musicista neozelandese non ha forse la stoffa dell'autore di razza, ma alla prevedibilità e all'ingenuità di alcune canzoni, fa fronte una sensibilità e un'onestà emotiva e intellettuale che incantano e seducono con eleganza.

(30/03/2019)



  • Tracklist
  1. Love, What Can I Do?
  2. Stairs to the Roof
  3. The Spirit in the Flame
  4. One by the Venom
  5. A Shot Through the Heart (Then Down in Flames)
  6. What Strange Things Lovers Do
  7. Al Pacino / Rise & Fall
  8. Hollywood Forever
  9. One Piece at a Time
  10. Don't Close Your Eyes








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