Fuera

Nuovo Vintage

2019 (Autoprodotto) | big beat, rap

Al recupero di certo big beat sembra non pensarci mai nessuno, o quasi. Alla stregua dell'abbigliamento sportivo in salsa nineties tanto in voga in questi ultimi mesi tra i giovanissimi, la prossima tendenza musicale potrebbe essere proprio quella di riprendere le fascinazioni sonore dei 90. Certo, tutto dipende da come si (auto)orienterà il flusso dei corsi e ricorsi storici, visto che della ripresa degli stilemi anni 80 ormai ne abbiamo un po’ tutti le palle estremamente piene.

Ebbene, i Fuera si pongono fin dalle prime battute come intriganti "restauratori" di una scena in fondo mai sepolta. Un retaggio, il loro, accattivante, del tutto personale e mai invasivo. Il trio di Nola, composto da Same, Diak e Jxmmyvis (al secolo Michele De Sena, Antonio Genovese e Luigi Visconti), possiede il background musicale necessario per evitare, con buona pace degli "evoluzionisti", eventuali rigurgiti della memoria. La band campana mescola rap, big beat, pop, elettronica tout court, e lo fa con l’estro di chi sa il fatto suo. Del resto, i Fuera sono “liberi di professione”, come ben dichiarano in “Brain Motel”. E lo dimostrano anche con la bizzarra diffusione del disco in questione, concepito come una sorta di lavoro a puntate, un vero e proprio "album in progress" inaugurato verso la fine del 2018.

“Nuovo Vintage” è composto al momento da sole sei tracce, ma entro il mese di giugno ne arriveranno altre e così diventerà un vero e proprio Lp. Comunque, l’ultima inserita dal trio è la "conclusiva" “CENTOQUARANTA”, piazzata all’improvviso il 22 marzo 2019. Una trovata a suo modo curiosa, e che in sostanza mette in luce la buona fede produttiva del trio, puntualmente attento a non gettare nel secchio elementi alla rinfusa.
Se i fratelli chimici sono la guida espansa della sopracitata “Brain Motel”, “Realtà aumentata” riconduce la mente ai benemeriti stop&go del movimento garage dei 90, dando vita a quella che resta la sezione ritmica più coatta e trascinante del lotto. Decisamente frizzante anche la scelta di strozzare l’eventuale ripartenza nel finale. “Hero” è invece sia dichiarazione d’intenti, sia mera confessione dei propri vagiti mentali: “Voglio fare un quadro della situazione. Siamo nati nell’epoca sbagliata. Lei sembra uscita dagli 80. Io sembro uscito da uno psicanalista”.  

L’idea di frullare più elementi torna a galla qua e là, soprattutto in “Mandarino”, brano che mette in luce quella che potrebbe essere la vera identità dei Fuera: una mescola di corposi (big) beat, richiami in 4/4 e una dinamica fascinazione per ritornelli dall’andazzo pop/rap. Tuttavia, se negli episodi più lenti traspare la capacità del trio di mettersi in gioco a prescindere dai rimandi possibili, è nelle accelerazioni che il gruppo dà il meglio di sé, come accade nella potenziale hit radiofonica “CENTOQUARANTA”: Prodigy nel cuore e via, verso la prossima suggestione, da diffondere magari con un nuovo episodio, una nuova pagina da scrivere in quello che si presenta come un diario di bordo in mare aperto. Non resta dunque che restare sintonizzati con questo giovane trio, aspettando la prossima sfornata di un progetto insolito e interessante.

(17/04/2019)

  • Tracklist
  1. Non distrarmi
  2. Realtà aumentata
  3. Hero
  4. Brain Motel
  5. Mandarino
  6. CENTOQUARANTA
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