Genesis Breyer P-Orridge & Carl Abrahamsson

Loyalty Does Not End With Death

2019 (iDEAL Recordings) | spoken word, dark ambient, field recording

“Loyalty Does Not End With Death” è il frutto dell’ultima collaborazione tra Genesis Breyer P-Orridge e Carl Abrahamsson. L’album esce il 19 aprile per la svedese iDEAL Recordings. Genesis, al secolo Neil Andrew Megson, non dovrebbe aver bisogno di presentazioni: artista, musicista, poeta, performer e occultista, il Nostro è stato tra i fondatori dei Coum Trasmission e, in seguito, dei terroristi sonori Throbbing Gristle, antesignani della musica industrial e del suo affascinate e prolifico immaginario distopico. Genesis, dopo lo scioglimento dei TG, diede vita ai Psychic TV e, assieme a membri dei Coil e dei Current 93, al Thee Temple ov Psychick Youth, un'organizzazione incentrata sulla chaos magic, l’occultismo e le sue pratiche rituali.

Da parte sua, Carl Abrahamsson negli anni Ottanta fu il principale animatore e responsabile della rete scandinava del Thee Temple ov Psychick Youth. All’epoca del suo incontro con Genesis, il giovane Abrahamsson si interessava già di antropologia, psichedelia e occultismo, studiando in particolare le figure di Carl Jung, Anton LaVey, Paul Bowles, Aleister Crowley, e Rudolf Steiner. In seguito, Abrahamsson è stato membro delle band White Stains (1987-94) e Cotton Ferox (2000), ha realizzato diversi numeri della rivista “The Fenris Wolf”, scritto un romanzo intitolato “Mother, Have A Safe Trip” uscito nel 2013, e realizzato la serie di documentari “An Art Apart” sulle figure di Carl Michael von Hausswolff, Genesis P-Orridge, Kenneth Anger e Michael Gira. A tutt’oggi, Abrahamsson gestisce una piccola casa editrice a Stoccolma, la Trapart, scrivendo articoli e realizzando film e cortometraggi incentrati sui vari ambiti della controcultura, della magia e dell’esoterismo.

Il sodalizio tra Genesis e Abrahamsson ha le sue radici in un’amicizia e una collaborazione di lunga data. I due, con l’ausilio di altri musicisti, avevano già realizzato diversi album assieme, tra cui ricordiamo soprattutto “Psychick TV & White Stains At Stockholm” (1990) e quello a firma “Thee Majesty + Cotton Ferox”, intitolato ‎”Wordship” (2004).
“Loyalty Does Not End With Death” ha avuto una genesi travagliata ed esce in un momento molto difficile. Genesis è malato di leucemia mielomonocitica cronica e ciò l’ha costretto ad annullare diverse esibizioni dei PTV3. Non è un caso che molti testi dell’album riflettano sul tema della morte, del dolore, del superamento delle barriere corporale e della “dittatura del Dna”, esplicitamente citata nel brano “Thirdminds think alike”. La chiave della libertà per il duo è il trionfo della volontà (Crowley docet) sotto il segno del post-umano.

Qui ritroviamo un po’ tutti gli interessi di Genesis: dall’insofferenza e la rivolta verso le imposizioni e i condizionamenti sociali sino alla svolta della pandroginia, una scelta radicale che ha portato Genesis e la sua, ora defunta, compagna Lady Jane (nata Jacqueline Breyer) a un complesso percorso di modifica del corpo per assomigliarsi l'un l'altro. Il brano “S/He is Her/E” è dedicato propria all’amata e mai dimenticata Lady Jane, ora vista come una sorta di doppio che lo attende nell’aldilà per ricostruire finalmente la loro coscienza come un unico terzo essere spirituale (come espesso anche nel brano "Third minds think alike").

La voce unica e caratteristica di Genesis viene filtrata e trattata come uno strumento musicale atto a creare uno stato di trance con momenti ipnotici e ripetitivi sulla scia delle prime uscite dei Psychic TV che si servivano degli esperimenti olofonici di Hugo Zuccarelli. La parola di Genesis qui diventa un mantra che disegna mondi e paesaggi alieni che ben si sposano con le sperimentazioni ambient della musica realizzata da Abrahamsson. Tra cut-up alla William S. Burroughs, field recording e spoken word, “Loyalty Does Not End With Death” è un disco che richiede un ascolto attento per coglierne le mille sfumature e i molteplici riferimenti sonori e testuali.
Ascoltando brani come “Firefly's Last Spark” veniamo trasportati in una caleidoscopica dimensione fuori dal tempo e dallo spazio. Musicalmente la traccia ricorda un po’ la celebre “Weeping”, brano composto dal solo Genesis per l’album dei TG “D.O.A. The Third and Final Report” (1978). Il video di “Firefly's Last Spark” è stato realizzato utilizzando l’imponente materiale d'archivio video di Abrahamsson, una vera miniera d’oro per ricostruire la storia del tempio e di Psychic TV. Toccante, specie alla luce delle non certo facili condizioni di salute di Genesis, è il brano “Easing”, una complessa meditazione sul dolore e sui modi per lenirlo, tra citazioni di Jack Kerouac, Burroughs e Timothy Leary.

In sintesi, “Loyalty Does Not End With Death” è un’uscita molto importante: una sorta di manifesto dell’attuale pensiero post-umano di Genesis Breyer P-Orridge. Una sintesi decisamente necessaria in tempi di regressione verso una società ancora preda di dogmi religiosi fondamentalisti che vorrebbero limitare le libertà individuali. Alla luce delle sue difficili condizioni di salute, il tutto assume inevitabilmente il senso di un testamento spirituale rivolto alle nuove generazioni. È anche l’esito di una collaborazione e di un’amicizia inossidabile tra i due artisti: una prova di lealtà capace di resistere alle dure prove del tempo e all'inevitabile decadimento della carne. 

(17/04/2019)



  • Tracklist
  1. A perfect restraint
  2. Burning bush
  3. S/He is Her/E
  4. Thee Heirophant ov lead
  5. Easing
  6. A thin garden
  7. Interdimensional travels
  8. Firefly’s last spark
  9. Arbiter ov elegance
  10. Slowly
  11. Third minds think alike
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