Giulio Aldinucci

No Eye Has An Equal

2019 (99CHANTS) | ambient

Il musicista senese Giulio Aldinucci è ormai da tempo uno dei principali punti di riferimento della musica di ricerca contemporanea del nostro paese, grazie a vari album solisti (“Goccia”, “Borders And Ruins”, “Disappearing In A Mirror”) o alle collaborazioni con Francesco Giannico, in particolare “Agoraphonia”, che l’hanno segnalato anche oltre i confini nazionali. Ne è prova il nuovo “No Eye Has An Equal”, cha ha appunto l’onore del mastering di Rafael Anton Irisarri, a testimonianza dei riconoscimenti ormai diffusi.

Quattro brani di circa dieci minuti ciascuno a esplorare la diversità presente in ogni elemento, oggetto o essere vivente, presente nel mondo. La diversità che è anche unicità, che dona quindi un senso di infinito e di immortalità. Aldinucci può definirsi tranquillamente un seguace coerente e fiero della musica di Tim Hecker, almeno in quanto utilizzatore della sua tavolozza sonora, di quei cromatismi che da “Harmony In Ultraviolet” (2006) in poi hanno dato una svolta alla musica elettronica post-2000. Il viaggio nell’estasi (heckeriana) della diversità del mondo trova il suo apice in “Mirages And Miracles”, sovrapporsi continuo di screziature elettroniche, cori e squarci di luci sintetiche con persino sentori post-rock rallentati.

I dodici minuti di “Brezza (Perduti Arsi Tramonti)” dona esattamente quel senso che sta a metà tra l’infinito e la caducità dell’esistenza, quella brezza continua che ci sarà ben oltre le singole vite. Ancora una volta è presente quell’elemento di religiosità (forse panteista) data dai cori, che Aldinucci ha già inserito in special modo in “Spazio sacro” (2015) e che Hecker aveva sperimentato nel suo album corale "Love Streams" (2016).
“Meiosis, Remembrances” pullula di pulsazioni che sembrano ricreare nuove entità aliene o forse prime semplicissime forme di vita sulla Terra, con synth che si dilatano dopo le iniziali pulsazioni per disperdersi  nei venti sottostanti. Questa sorta di inno alla vita e alla sua diversità si chiude con “Fuoco lontano” - nello stile monolitico che Aldinucci aveva già sperimentato su "The Rule Of Forgetting" nell’album “Goccia” - costruita su synth, radio frequenze e cori, come se fosse “ascoltata all'interno di una camera di vetro con uno skyline distante che scintilla sullo sfondo”.

(21/02/2020)



  • Tracklist
  1. Brezza (Perduti arsi tramonti)
  2. Mirages And Miracles
  3. Meiosis, Remembrances
  4. Fuoco Lontano


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