Guido Maria Grillo

Senso

2019 (Barezzi Label) | songwriter

E’ nel ponte tra cantautorato e musica classica che si configura il nuovo album di Guido Maria Grillo. L’amore dichiarato e “applicato” per Puccini e Jeff Buckley è il punto da cui partire per intendere la direzione intrapresa in “Senso”. Nelle sue dieci tracce, si susseguono passaggi orchestrali atti a definire una propensione al bucolico, alla fascinazione romantica densa di chiaroscuri, e nella quale una certa liricità funge da collante tra un arrangiamento e l’altro. In tale gioco di incastri, essere anche un brillante autore teatrale deve aver influito non poco sulla modellazione delle soluzioni attuate.

E’ infatti una pacata teatralità il carburante ideale per un’opera con la quale il cantautore salernitano pone in circolo i propri turbamenti esistenziali e amorosi, in un susseguirsi di parole atte a suggellare condizioni d’abbandono e ritrovati sentieri del cuore; una narrazione sorretta da un afflato mediamente vibrante e solenne. A tal riguardo, si prenda da esempio “Cosa conta”, con il suo amplesso minimalista, così come gli archi carezzevoli de “L’attimo dell’abbandono”. Grillo dispone di un’ugola delicatissima, canta con grazia e senza mai strafare. E' un cantautore di stampo classico, certo. Ma è un classicismo che punta dritto in alto, e la cui scrittura, irta di tormenti e romantiche fluttuazioni, non si prende mai gioco dell’ascoltatore con ermetici escamotage. Ed è proprio in questa palese semplicità che possiamo quantificare con una certa ragionevolezza la forza maggiore del canzoniere di Grillo. Il suo è un volo libero, scevro da forzature e direzioni obbligate.

Al contempo, manca però quel guizzo che si conficca dentro e non ti molla più. A volte, tutto scorre in maniera fin troppo pulita. L’impronta operistica reca grazia ma denota anche una vaga stagnazione. L’estrema delicatezza assume così i connotati dell’arma a doppio taglio. Tuttavia, quando nel finale Grillo lascia per un attimo la sua proverbiale "aura accademica", dando vita a una ballad acustica con la quale dichiarare l'impotenza dinanzi alla bellezza della terra e del cielo (“Tutto quello che un figlio”), la sua anima cantautorale esce fuori allo scoperto nella sua infinita semplicità. In quest'ultima via di mezzo, il cantautore e filosofo di Salerno potrebbe trovare quel bilanciamento utile a rendere ancora più emozionante un approccio musicale in fondo maturo e già di per sé apprezzabile.

(16/04/2019)

  • Tracklist
  1. Corpo Nudo
  2. Nessuna Cura
  3. Cosa Conta
  4. Salsedine (mi avvelena)
  5. L'attimo dell'abbandono
  6. Cansone per me
  7. L'egoismo
  8. La speranza è una trappola
  9. Tutto quello che un figlio
  10. Va pensiero
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