Helado Negro

This Is How You Smile

2019 (RVNG) | synth-folk

Helado Negro è un cantautore nelle vesti di un producer, e viceversa. Taglia e cuce, assembla e leviga frammenti di musiche con la cura dell'artigiano da studio, scopre vene e confessa emozioni con l’onestà e il trasporto del songwriter. Figlio di immigrati ecuadoriani, canta in inglese e in spagnolo indistintamente, negli stessi anni in cui l’industria anglofona inizia a impazzire per la musica latinoamericana. Nel decennio del post-genre, iniziato con popstar sedotte dal fascino gangsta e terminato con rapper divenuti cantanti pop, è praticamente uno degli artisti più contemporanei che si possa immaginare.

Eppure, in barba a quanto detto sinora, la sua musica continua a suonare sospesa sopra ogni tempo e luogo, alla stessa altezza a cui viaggiano, descritte da coordinate sfuggenti, le turbolente frequenze della sensibilità umana. Una delle peculiarità di Roberto Carlos Lange, giunto al sesto album in carriera, è quella di concepire canzoni come collage di suoni e sensazioni. Camminando per Brooklyn, registra con l'iPhone l’eco silenziosa e piena di una galleria, e ne fa tappeto per un pastiche di fischi, tintinnii di vibrafono ed esercizi vocali (“Echo For Camperdown Curio”); chiama l’amico Sufjan Stevens e gli richiede una breve registrazione al pianoforte, che finisce in appendice a un minuto di slabbrati e ipnotici accordi di synth (“November 7”); raccoglie una manciata di field recordings di matrimoni, voci e rumori registrati da amici e ne fa un evocativo tributo all’amicizia eterna e alla gioia della condivisione (“My Name Is For My Friends”). Ciò che potrebbe sembrare frammentario, forzato, suona invece nitidamente candido, come la nostalgia che precede il materializzarsi in mente di una memoria cara.

Ma Helado Negro scrive anche canzoni, e quelle di “This Is How You Smile" sono canzoni splendide. Alternano la musicalità ritmica dell’inglese con quella lirica dello spagnolo, uniscono il gusto trattenuto della consonante con quello cremoso della vocale piena. Scivolano, qualunque sia la loro parola, su trame melodiche leggere e piane, rotolano per portarsi al di fuori, all’aperto, e acquistare confidenza ascolto dopo ascolto. L’opera si apre nel nome della morbida “Please Won’t Please”, tra accordi acquosi e fascinazioni eighties, sullo sfondo di un’atmosfera onirica dispersa tra ricordo e fantasia.

Arriva quindi l’arpeggiata “Imagining What To Do”, un’ode all’inverno newyorkese e al sollievo di avere sempre un luogo, fisico o mentale, in cui potersi ritrovare. E se “Fantasma Vaga” è un gioiellino sintetico di armonie e pulsazioni, “Pais Nublado” è come ascoltare un Devendra Banhart senza spigoli weird, ma con la medesima maestria nel dipingere una cullante melodia all’incrocio tra tradizione folk e visceralità sudamericana. È il preludio a quella che sarà la vetta emozionale del disco. Accompagnata da dinamici fraseggi di pianoforte, tiepide rifiniture di chitarra e un vellutato rotolare di batteria, “Running” si snoda e muove quasi priva di peso, leggera come l’incoscienza, in una corsa - un’inseguimento? - mossa dal solo e puro sentimento (“‘Cause I feel you/ in my mind/ all the time/ […] you got me running/ just like you”).

Non capita quasi più di ascoltare opere di questa capacità evocativa. Quello di Helado Negro è un disco meraviglioso, di una grazia quasi ellenica, bianca, incorruttibile. Sospeso tra rarefazione ambient e epica folk, “This Is How You Smile” è una lettera che si racconta senza dire, una voce che non si sporca di troppe parole, ma che parla suonando. Un “vago fantasma” che cammina alle spalle del cuore di tutti, sussurrando incantesimi di indefinibile dolcezza.

(25/04/2019)



  • Tracklist
  1. Please Won't Please
  2. Imagining What To Do
  3. Echo For Camperdown Curio
  4. Fantasma Vaga
  5. Pais Nublado
  6. Running
  7. Seen My Aura
  8. Sabana De Luz
  9. November 7
  10. Todo Lo Que Me Falta
  11. Two Lucky
  12. My Name Is For My Friends


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