Ian Brown

Ripples

2019 (Polydor) | britpop

Non sono passati nemmeno tre anni da quando gli Stone Roses pubblicavano i singoli “Beautiful Thing” e “All For One”, canzoni che, per quanto è dato sapere, avrebbero dovuto fare da trampolino verso l'attesissimo terzo album in studio della formazione inglese. Da allora invece non solo non s'è più saputo nulla in proposito, ma si sono intensificate le voci di un ennesimo scioglimento - comunque mai ufficialmente annunciato. Nel frattempo Ian Brown ha deciso di tornare a fare tutto da sé, e a dieci anni di distanza dall'ultima prova in studio (“My Way”) torna a farsi vivo con un repertorio di undici brani che comprendono anche un paio di cover di matrice caraibica.

Entrando a piedi pari dentro l'album, la prima cosa che viene da pensare è che il proverbiale istinto di auto-conservazione di Brown non sia stato affatto scalfito dagli anni, anzi: il settimo lavoro in studio che porta in calce il nome e il cognome del cinquantaseienne di Warrington è uno dei più conservatori tra quelli che il Nostro ha pubblicato negli ultimi vent'anni - da quando cioè ha cominciato a fare tutto in proprio. È sufficiente prendere in esame il primo estratto (e apripista in scaletta) “First World Problems” per proiettarsi in quel madchesterismo che i Roses hanno concorso a far diventare un marchio di fabbrica inequivocabile.

Corsi e ricorsi che si rincorrono in “The Dream And The Dreamer”, che richiama gli Happy Mondays, ma anche nel baggy sound di “Ripples” e negli inconfondibili vocalizzi di “From Chaos To Harmony”, ballata obliqua per vecchi cuori infranti. Il lato più contemplativo di questo Ian Brown ormai incanutito emerge nella parabola acustica di “Breathe And Breathe Easy (The Everness Of Now)” e nei seriosi riflessi in levare di “Blue Sky Day”.
Una menzione la meritano anche le cover di cui si accennava a inizio recensione: “Black Roses” di Barrington Levy si ammanta di un piglio tipicamente brit-rock, mentre “Break Down The Walls (Warm Up Jam)” di Mikey Dread – che qualcuno ricorderà anche con i Clash di “Sandinista!” - mantiene intatta la matrice reggae in una jam session prolungata che chiude l'opera con tonalità soffuse.

Pur senza alcun motivo di novità a livello stilistico (ma quanto avrebbe senso cercare qualche tipo di innovazione qui dentro?), l'ineffabile Ian si dimostra ancora un abile scrittore di canzoni. E questo, in fin dei conti, ci può anche bastare.

(21/03/2019)

  • Tracklist
  1. First World Problems
  2. Black Roses
  3. Breathe And Breathe Easy (The Everness Of Now)
  4. The Dream And The Dreamer
  5. From Chaos To Harmony
  6. It's Raining Diamonds
  7. Ripples
  8. Blue Sky Day
  9. Soul Satisfaction
  10. Break Down The Walls (Warm Up Jam)


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