James Yorkston

The Route To Harmonium

2019 (Domino) | chamber-folk

Dev’esserci ormai una certa dose di soggezione nell’affrontare un nuovo disco (in questo caso, il primo del tutto solista da cinque anni) di una leggenda vivente come James Yorkston. Uno che, dopo una carriera che si avvicina al ventennale, decide di inaugurare il suo ritorno solista con una cavalcata rumoristica come “My Mouth Ain’t No Bible”, uno spoken word torrenziale che farà rabbrividire i fan dell’ultimo flusso di coscienza Kozelek-iano (e forse farà venire loro qualche dubbio).

Ciononostante, una delle caratteristiche principali di “The Route To Harmonium” è quella della familiarità, quella che sussiste prima di tutto tra Yorkston e la sua arte, che si trasmette poi inevitabilmente all’ascoltatore. La musica del disco è un porto sicuro non nel senso che è prevedibile, sempre uguale a sé stessa: lo è perché è la manifestazione di un talento, di un’impronta umana incancellabile, che vive una delle sue declinazioni.
Dell’esperienza di questi anni, un po’ “esotica”, nel terzetto Yorkston/Thorne/Khan è rimasto forse il carattere rumoreggiante, jazzistico degli arrangiamenti, che si accalcano in un insopprimibile bisogno espressivo (“Yorkston Athletic”), con il gusto evocativo di una grande mano (“Shallow”). Nella scrittura di Yorkston, invece, che rifugge tanto il canone (a)melodico quanto l’assenza di musicalità come distintivo artistico, si trovano spunti forse non evidenti, ma sempre vivaci. In “The Route To Harmonium” vive il Bonnie "Prince" Billy più intimo e colloquiale, che si ritrovi improvvisamente confinato in una mansarda di un paesino costiero scozzese, dove fino a poco tempo prima riparavano le reti da pesca (“Solitary Islands All”).

Certamente non si tratta di un album “definitivo” per la carriera di Yorkston, che di tali occasioni ne ha già raccolte a iosa, ma della testimonianza di un’ispirazione mai doma, che può sopravvivere anche tra ingannevolmente angusti confini. In questo senso, lo scozzese si pone come interprete modello della “vita d’artista” contemporanea.

(01/03/2019)



  • Tracklist
  1. Your Beauty Could Not Save You
  2. The Irish Wars of Independence
  3. Like Bees to Foxglove
  4. Shallow
  5. The Blue of the Thistle
  6. My Mount Ain’t No Bible
  7. Solitary Islands All
  8. The Villages I Have Known My Entire Life
  9. Oh Me, Oh My
  10. Brittle
  11. Yorkston Athletic
  12. A Footnote to an Epitaph
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