Jo David Meyer Lysne

Henger i luften

2019 (Hubro) | chamber free-folk

In Inghilterra e in America il folk da camera si traduce spesso in una versione un po’ più elegante e barocca di stilemi rock e cantautorali già ben noti, come se le coloriture di un ensemble classico potessero automaticamente nobilitarne le fattezze e di rimando qualificarli come musica “colta”.
In Norvegia no. Benché la nuova generazione scandinava non sia estranea al lirismo né a certe pratiche virtuosistiche, il dominio della strumentazione pre-moderna è uno scrigno di ghiotte e infinite opportunità di sperimentazione espressiva, applicate in sessioni che dalle prime battute all’approdo finale riescono a mantenersi slegate da solidi riferimenti di genere.

Chitarrista, compositore e improvvisatore, il giovanissimo Jo David Meyer Lysne (classe 1994) è tra i pochi veri esordienti del catalogo Hubro – costellazione di elementi eterogenei in continuo interscambio – ma lasciano piacevolmente sorpresi la pertinenza e il dinamismo creativo del suo breve Lp d’esordio “Henger i luften” (traducibile come “librarsi in aria”). Quello del sestetto da lui stesso condotto è un delicato compendio di sonorità acustiche carezzevoli, un equilibrio sottile di note dette e non dette, fonemi sussurrati in una lingua che i loro artefici sono certi non potremo interpretare, ma il cui fascino può nondimeno sedurre chiunque.

Ma a eccezione della fitta ragnatela di acuti stridenti nell’unico episodio improvvisato “Uten feste” (“senza ancoraggio”), la morbida alchimia ottenuta in studio non è l’esito aleatorio di prove libere: Meyer Lysne è infatti l’autore di sei partiture le cui incisioni sono state successivamente rielaborate con effetti elettronici discreti e sapienti da Jo Berger Myhre – bassista particolarmente attivo sulla scena nazionale da più di un decennio anche col trio Splashgirl, e in veste di produttore già al fianco di Nils Petter Molvær e Jenny Hval & Susanna –; il suo intervento è volto ad accentuare i contorni e le screziature delle tecniche estese messe in pratica dai musicisti, conferendo un’ulteriore ariosità a suoni che già in origine hanno il caratteristico respiro del free folk nordico.
Chitarre acustiche, sassofono, viola, violoncello, percussioni e basso si svincolano continuamente dalla loro identità sonora più riconoscibile, tramutandosi a piacimento in un brulicare di soffi, battiti e pizzicati sotterranei (la title track e “Saktere dager”) oppure confondendosi in nuvole di suono “fantasma” (“Februar”) ove soltanto l’arpeggiato di Meyer Lysne si conserva cristallino (“Oslo”).

Bozzettistico ma promettente, “Henger i luften” entra a far parte delle edizioni limitate in vinile di casa Hubro, probabilmente destinato a diventare una chicca per i più devoti collezionisti del corposo catalogo di eccentricità norvegesi.

(17/01/2019)

  • Tracklist
  1. Svalene på Årnes Brygge
  2. Henger i luften
  3. Uten feste
  4. Oslo
  5. -
  6. Saktere dager
  7. Noen andre venter på
  8. Februar
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