Kennelklubben

Kennelklubben

2019 (Progress Production) | synth-pop

Non si può dire che Christer Lundberg e Martin Brändström abbiano avuto fretta: era il 1988 quando, ancora studenti delle superiori a Gothenburg, decisero di investire i risparmi per acquistare dei sintetizzatori e incidere delle demo, sognando di diventare un giorno popstar come i Depeche Mode o gli Yazoo. Poi il mercato discografico mutò interessi e i due per esigenze lavorative misero da parte i progetti. Brändström avrebbe poi avviato una proficua carriera entrando nei Dark Tranquillity nel 1999 come tastierista, mentre Lundberg avrebbe fondato gli Universal Poplab nel 2002 durante la rinascita del synth-pop.
Ma la nostalgia è canaglia e, sotto l'egida di Hans Olsson (anch'egli ex-Universal Poplab e poi Silent Wave) al missaggio, il duo ha deciso di ripescare dalla soffitta i vecchi sogni e così ora, dopo circa trent'anni, ha pubblicato il proprio progetto, chiamato Kennelklubben.

Fin dalla opening depechemodiana "Höghusmiljonär" è un lavoro che si configura come divertissement nostalgico e interamente elettronico, guidato dagli intrecci melodici di tastiera su cui si adaga il canto in svedese di Lundberg. L'influenza dei colossi anni 80 sopracitati è fortemente presente, assieme all'apporto dei connazionali Universal Poplab tramite Lundberg e un pizzico di qualche act recente di successo (come i Wolfsheim dalla vicina Germania).
I pezzi sono strutturati in maniera semplice e lineare, in un revival appassionato delle sonorità che i due amano e vogliono ripercorrere. Sono tutti ottantiani fino al midollo, molto catchy anche se fuori tempo massimo, persino rispetto alla scena synth-pop svedese che queste sonorità è abituata a giostrarle. Il canto di Lundberg è forse un po' monocorde, mentre sono soprattutto i giochi melodici e atmosferici di Brändström a catalizzare l'attenzione. Il motivo portante di "Vinglande Vägen Hem" ricorda anche quello di "None Becoming" del suo gruppo principale, brano d'altronde scritto da lui, e il suo tocco si sente. L'apice emotivo è probabilmente nella conclusiva "Till Sista Droppen", più soffusa e notturna, con i suoi timidi rintocchi di tastiera prima di un climax sintetico.

La durata breve, meno di 30 minuti, configura "Kennelklubben" più come un Ep che un full length, e rende l'ascolto leggero, per nulla impegnativo o estenuante. Ma amplifica anche la sensazione che non ci sia molto di più da offrire. Una parentesi nostalgica per l'appunto, per quanto orecchiabile. Gli ingredienti promettenti, anche se il tutto è decisamente formulato, ci sono, e sarebbero interessanti ulteriori sviluppi del progetto.

(06/03/2019)



  • Tracklist
  1. Höghusmiljonär
  2. 414
  3. Svarta Moln
  4. Allt Som Nånsin Fanns
  5. Vinglande Vägen Hem
  6. Hundens År
  7. Till Sista Droppen
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