Lemonheads

Varshons 2

2019 (Fire) | songwriter, pop-rock

La buona notizia è che Evan Dando è tornato, a dieci anni esatti da quel “Varshons” che aveva bruscamente interrotto le attività dei suoi Lemonheads con una serie di reinterpretazioni tanto bizzarre quanto sorprendenti. La cattiva notizia è che il Nostro sceglie di rientrare in pista con una ulteriore raccolta di cover, intitolata “Varshons 2“ senza la minima fantasia, album propedeutico a un imminente tour con i Bevis Frond che toccherà anche l’Italia.

Non vi è dubbio che il songwriter bostoniano si sia imbarcato in questa nuova fatica con sincera ammirazione verso i tanti autori omaggiati, ma il guaio è che quasi tutte le nuove canzoni (registrate dall’attore Matthew “El Guerro” Cullen) difettano in incisività e tenderanno, prevedibilmente, a farsi dimenticare in fretta. Si prenda la rilettura di un classico dei Jayhawks, “Settled Down Like Rain”, che pareva poter essere cucito su misura per l’ispido lirismo del musicista statunitense, ma che sostanzialmente delude in una prova regolare quanto priva di mordente; risultato non dissimile da quello di un altro titolo che lasciava ben sperare, “Speed Of The Sound Of Loneliness”, tradotto in una versione rispettosa della franchezza di John Prine ma anche della propria propensione a un bozzettismo fin troppo schematico, nella forma e nella sostanza.

Quando Evan approccia innocue ballad acustiche come l’anonima “Round Here”, oppure azzarda incursioni nel pop-rock (l’altrettanto inutile “Now And Then”), è la prevedibilità a farla da padrona, e la colpa non dovrebbe essere imputata ai modelli country-southern di ultima generazione cui si fa il verso (Florida Georgia Line e Natural Child, rispettivamente) senza che se ne avvertisse la necessità: al di là di un’inflessione amabilmente trasandata, “Magnet” dei NRBQ non gira certo meglio, ridotta a potenziale B-side di un disco di Blondie, mentre “Take It Easy” degli Eagles pare un bonario esercizio di stile destinato a racimolare consensi solo tra i più nostalgici dei fan.

Se con i suoi velluti e sussurri, la lettura in chiave soft-rock degli Yo La Tengo di “Can’t Forget” suona confidenziale e carezzevole ma meno stropicciata di quanto sarebbe stato necessario, riescono appena più interessanti la rumorosa parentesi di “TAQN” (dalla punk-band losangelina dei The Eyes, tardi Seventies), che strizza l’occhio ai Lemonheads scapestrati degli esordi senza particolare profitto, così come lo sconclusionato omaggio reggae al progetto una-botta-e-via The GiveGoods (“Unfamiliar”), condiviso una quindicina di anni fa con l’amico australiano Tom Morgan.
Meglio, allora, quando Dando riesce a cogliere la giusta intensità emotiva in pregevoli reinterpretazioni da Lucinda Williams (“Abandoned”) o Nick Cave (“Straight To You”) – traendo beneficio dal necessario mestiere (nonché dal valido servizio elettrico resogli dal fidato Chris Brokaw) – così come quando sceglie di suonare un po’ meno ingessato, tra una replica dell’enfatico virtuosismo (e della briosa weirdness) del prossimo compagno di tour Nick Saloman (“Old Man Blank”) e una stilisticamente più congeniale “Things”, del frontman dei Replacements Paul Westenberg.

Non abbastanza per dare lustro a una collezione meno eccentrica, ma anche meno vitale, di quella quasi omonima precedente. Un album che resta maggiormente nel solco dell’ortodossia, dei riferimenti affrontati, ma che in definitiva non riesce a entusiasmare. Sarebbe stato meglio, forse, sfruttare il primo Record Store Day utile pubblicando un sette pollici con quei pochi titoli degni di nota, ma visti i tempi biblici dall’ultima sortita, parrebbe il caso di accontentarsi. Nel frattempo la Fire ha rilevato dalla Atlantic il catalogo dei Lemonheads ed è quindi prevedibile, nell’immediato futuro, una serie di ristampe che, oltre a far riscoprire autentici gioielli come “It’s A Shame About Ray” o “Car Button Cloth”, non potrà che rendere la sostanziale opacità di questo “Varshons 2” in qualsiasi confronto.

(07/02/2019)

  • Tracklist
  1. Can’t Forget
  2. Settled Down Like Rain
  3. Old Man Blank
  4. Things
  5. Speed Of The Sound Of Loneliness
  6. Abandoned
  7. Now And Then
  8. Magnet
  9. Round Here
  10. TAQN
  11. Unfamiliar
  12. Straight To You
  13. Take It Easy
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