Martin Frawley

Undone At 31

2019 (Merge) | alt-pop

Accantonata l’eccitante avventura dei Twerps, l’australiano Martin Frawley scende in campo con un album solista che prosegue nel solco di un jangle-pop versatile e mutevole. Sono successe in verità molte cose nei quattro anni trascorsi dall’ultimo progetto della band Range Anxiety. Dopo il divorzio sia artistico che sentimentale da Julia McFarlane, Frawley ha dovuto mettere ordine nel caos personale e professionale, da qui estraendo l’humus che nutre le undici tracce di “Undone At 31”, baciate da una scrittura versatile che è una vera manna per le trame lo-fi della musica dell’australiano.

Un planning strumentale abbastanza classico, chitarra, piano, basso e batteria, tiene salda una struttura armonica agile e flessuosa sulla quale Frawley fa scorrere un cantato-recitato dal piacevole impatto emotivo. Lo stile asciutto ed essenziale permette alle canzoni di preservare una personalità e un’autonomia, pur restando inserite in una sequenza che dal punto di vista dei testi segue un percorso in evoluzione, che necessita di un ascolto non frammentario.

E’ un disco interessante e stimolante, “Undone At 31”, ben lontano dalle direttive folk di molti cantautori e poco affine al gusto retrò di alcuni artisti indie-pop, provate a immaginare una collaborazione tra il primo Lou Reed e il giovane Elvis Costello e avrete ben chiaro il quadro di quel che vi attende. Ad onor del vero il frizzante e beffardo pop saltellante di “Chain Reaction” e il beat grezzo trafitto dal suono della chitarra elettrica di “What’s On Your Mind” rimandano non solo alle imprese dell’ineffabile MacManus, ma anche al Joe Jackson di “Look Sharp”.

C’è ancora quell’irrequietezza di fondo percepibile negli album dei Twerps, qui ben rappresentata da una ballata Dylan-meets-Go-Betweens (“End Of The Bear”) e dalle atmosfere più cupe e urban-blues di “You Cant’ Win”. Nel contempo, Frawley mette in mostra un tocco poetico che incanta per purezza e calore: il timbro folk alla Dylan/Reed di “Just Like The Rest” o l’avvolgente outlaw-country di “Lo And Behold”.
Non disturbano le evidenti assonanze di “You Want Me?” con “Walk On The Wild Side”, né le contaminazioni elettroniche del romantico pop di “Come Home”, ed è pura estasi il delicato duetto tra piano e violino di “Something About Me”.

Tutto è piacevolmente al suo posto in “Undone At 31”; un lavoro che forse non brilla per originalità, in converso graziato da arrangiamenti mai ingombranti, che lasciano fluire un album malinconico e sofferto senza mai indugiare in toni autocompiacenti, regalando una serie di canzoni che non si fanno dimenticare in fretta.

(10/04/2019)



  • Tracklist
  1. You Want Me?
  2. End Of The Bar
  3. What’s On Your Mind
  4. Just Like The Rest
  5. Smoke in Your House
  6. Chain Reaction
  7. You Can’t Win
  8. Something About Me
  9. Lo And Behold
  10. Come Home
  11. Where The Heart Is




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