H. Munkeby NÝrstebÝ/ D. Lercher/ J. Rokseth

Off The Coast

2019 (Sofa) | sound art, elettroacustica, sperimentale

Certe esperienze artistiche e di vita non possono essere sintetizzate entro un’opera ben delimitata e conchiusa: procedendo per gradi di sintesi e astrazione, l’espressione umana non può che suggerire appena l’inestricabile complessità di elementi sensoriali, pensieri e significazioni sperimentati in prima persona dall’autore. Perciò non soltanto certe opere assumono una vita propria e ben distinta, ma la loro misteriosa alterità emana una luce vibrante e ammaliante rispetto alla quale, molto spesso, non sappiamo produrre spiegazioni a un livello razionale.

Anche considerando la vocazione stoicamente sperimentale dell’etichetta norvegese Sofa, l’inedito progetto di Henrik Munkeby Nørstebø (Skadedyr e Lana Trio, fra gli altri) e dell’austriaco Daniel Lercher, liberamente “trasposto” nell’album “Off The Coast”, abbraccia un riduzionismo estetico più affine alle consorelle Erstwhile e Another Timbre, avvicinando così gli àmbiti della libera improvvisazione nordica e delle avanguardie post-cageane rappresentate dal collettivo Wandelweiser.

Esito di una residenza artistica presso l'isola di Sula, poco distante dalla città portuale di Trondheim, in questo intenso progetto di ricerca, l'approccio di Nørstebø e Lercher presenta chiare somiglianze metodologiche con i duo di Fis e Rob Thorne: in entrambi i casi, l'intervento del primo adatta le sonorità del secondo per mezzo di amplificazioni e “close-up” sonori in tempo reale, mentre il secondo produce suoni a livello acustico/strumentale con il trombone, ma non soltanto per proprio conto, bensì reagendo anche allo spettro riprodotto graficamente in sede digitale. Solo così è possibile generare un autentico dialogo tra elementi pressoché antitetici, senza che l'uno sminuisca o addirittura cannibalizzi l’altro.

A questo campionario di fonemi sfuggenti – para-linguaggio condiviso con altre formazioni di casa Sofa come Muddersten e Microtub – si interseca una attenta disamina e dissezione, quasi una parcellizzazione, dell’arpa barocca di Julie Rokseth (membro della Trondheim Jazz Orchestra), assieme a estratti audio di una “arpa eolia” a diciannove corde, strumento già esplorato dal pioniere nostrano Mario Bertoncini, recentemente scomparso. Rintocchi, bordoni vibranti e rapidissimi pizzicati sono i frammenti più vividi del quadro, in gentile ma evidente contrasto con le oscillazioni di onde corte alla Alvin Lucier, tratto sonoro che nel contesto di quest’opera non riesce ad apparire distaccato, bensì entra a far parte del desolato soundscape artificiale come una colonna sonora adesa alla realtà, in una simbiosi immaginifica che riporta alla mente gli scenari del “Deserto Rosso” di Antonioni.

Così, pur trovandoci in territori di assoluta astrazione e conscio ermetismo, “Off The Coast” propone un ascolto eccentrico e singolare al quale risulta spontaneo abbandonarsi per poi scoprire nuovi gradi di empatia col suono puro, ancora una volta protagonista di un dominio espressivo il cui fascino, per chi sa riconoscerlo, continua ad apparire inaspetto e prodigioso.

La seconda traccia, “Inside Elements”, vede la partecipazione di Aksel Johansen, un noto abitante dell’isola che, incuriosito dalle sperimentazioni di Nørstebø e Lercher, ha finito per stringere amicizia e far conoscere loro la ‘canzone di Sula’, intonata con voce sicura e solenne nell’unico episodio melodico dell’album.

(02/03/2019)

  • Tracklist
  1. Off The Coast
  2. Inside Elements
  3. Farther Away
  4. Winding
H. Munkeby NÝrstebÝ/ D. Lercher/ J. Rokseth on web


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