Pond

Tasmania

2019 (Interscope) | psych-rock, alt-pop

Già annunciati nei cartelloni di alcuni fra i principali Festival della prossima estate, Primavera Sound in primis, gli australiani Pond mettono in cascina l’ottavo album in appena dieci anni di carriera, che segna il passaggio alla Interscope a due giri di calendario da “The Weather”. Produce l’amico di sempre (nonché ex-batterista, fino al 2011) Kevin Parker, presenza tangibile fra i risvolti dei suoni che in parte ricalcano la svolta electro-pop di “Currents”, nella quale i Tame Impala si sono impantanati, non riuscendo da allora a produrre nuova musica (forse qualcosa arriverà entro il 2019).

Introdotto da una copertina iper-colorata e anticipato da tre singoli centellinati nelle scorse settimane, “Tasmania” è un lavoro attraverso il quale la band di Nicholas Allbrook lancia l’eco-allarme sulle condizioni metereologiche previste per i prossimi decenni sul continente australe, destinato – secondo le previsioni - a surriscaldarsi a tal punto da rendere il territorio non più abitabile. Il destino del pianeta e i disastri provocati dai nostri governanti costituiscono quindi i temi sociali posti al centro della trattazione. Il pericolo di perdere gli ultimi paradisi terrestri disponibili viene innestato su un tessuto musicale da party in spiaggia, sotto quel sole che rischia di disintegrare l’intero genere umano.

Un gioco di contrasti dal quale scaturisce un lavoro prevalentemente elettronico, dove le chitarre fanno un passo indietro, lasciando maggior spazio ai synth e alle atmosfere groovy fine anni 70. Una giostra in technicolor che genera tessiture funk-pop (“Sixteen Days”), soft-glam da camera da letto (la title track, decisamente Bolan-oriented), elucubrazioni electro-soul (“Shame”) e light-pop velato Tame Impala (“Selené”). Delle giostre psichedeliche degli esordi restano le derive SpitritualizedFlaming Lips nell’articolata “Burnt Out Star” e l’ipnotica chiusura di “Doctor’s In”, traccia che esalterà sia gli orfani dei Pink Floyd che i cacciatori dell’ultimo hype. Grosso modo la canzone che Kevin Parker non riesce più a scrivere da diversi anni…

(05/03/2019)

  • Tracklist
  1. Daisy
  2. Sixteen Days
  3. Tasmania
  4. The Boys Are Killing Me
  5. Hand Mouth Dancer
  6. Goodnight, P.C.C.
  7. Burnt Out Star
  8. Selené
  9. Shame
  10. Doctor’s In




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