Rhys Fulber & Blush Response

Corruption Of Form

2019 (Sonic Groove) | techno industrial

Esce per adesso solo in formato digitale questa succulenta collaborazione tra Rhys Fulber (storico musicista e produttore canadese membro di Front Line Assembly, Delerium e Conjure One) e Blush Response (l’americano di origini cubane Joey Blush, da tempo stanziatosi a Berlino, e unico titolare di questo progetto). “Corruption Of Form” dimostra che questi sodalizi a quattro mani funzionano, soprattutto se pensati come semplici Ep, solo poche settimane fa infatti abbiamo apprezzato l’ottimo lavoro (sempre di matrice techno/Ebm) realizzato da Sarin in combutta con Imperial Black Unit.

Il background musicale di Rhys Fulber e Blush Response pone però l’accento su una inscindibile componente industrial, la quale emerge a dovere fin dalla prima notevole title track, una canzone molto fisica e ridondante di marca techno body music, sporcata qua e là da un approccio nevrotico e sperimentale. Un po’ come filtrare i vecchi incalzanti Nitzer Ebb attraverso sonorità più grigie e metalliche (non è un caso che la presenza di Rhys Fulber abbia un peso specifico molto importante per raggiungere tali risultati). La successiva “Dissipate” è il pezzo da novanta del disco, un episodio più cupo e ragionato, capace di coniugare un beat più controllato a un mood maggiormente evocativo e dilatato. Eccellente.
L’incipit di “Federal Republic” mostra dei toni apocalittici che lasciano presagire un nuovo affondo nell’industrial sound più oscuro, sensazioni confermate dall’incedere sinistro del brano (persino dissonante in alcuni frangenti), quasi a voler creare un effetto straniante nelle orecchie di chi ascolta. Sei minuti neri come la pece.

Nella conclusiva “Threat Perception” la violenza torna a prendere forma: in questo caso il contributo di Blush Response emerge con maggior enfasi rispetto all’apporto del suo collega canadese, anche se all’interno di questo poker di composizioni è proprio “Threat Perception” quella più debole e dimenticabile, praticamente un esercizio di stile o poco più. Nulla di grave, considerato l’alto livello dei primi tre pezzi, tutti perfettamente incastonati tra debordanti impulsi technoidi e un immaginario industriale mai lasciato in secondo piano. Bersaglio centrato.

(10/04/2019)

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