Ritual Howls

Rendered Armor

2019 (Felte) | post-punk, darkwave

A distanza di tre anni dall'ultima fatica "Into The Water" (seguita nel giro di poco tempo dall'Ep "Their Body"), si rifanno vivi gli americani Ritual Howls, un trio proveniente da Detroit, composto da Paul Bancell, Ben Saginaw e Chris Samuels. "Rendered Armor", presentato ancora una volta da una copertina decisamente ermetica, prosegue un discorso iniziato nel lontano 2012 con l'omonimo debutto e poi decollato con l'ispiratissimo "Turkish Leather" del 2014, ad oggi la release più apprezzata del combo (almeno dal sottoscritto).
Il disco si apre con un bel pezzo intriso di malinconia, "Alone Together", una sorta di ballata elettrica che abbiamo già assimilato a dovere nel videoclip uscito lo scorso marzo. "Mother Of The Dead" mette invece in circolo oscure sensazioni, un mood plasmato a dovere da una linea di basso ossessiva e dalla solita gelida drum-machine di supporto. Lo spettro dei Joy Division è dietro l'angolo, anche se il trio predilige un approccio tipicamente indie di nuova generazione, pescando qua e là dal catalogo Sacred Bones e da un immaginario cinematografico dai risvolti surreali.

Scorrendo la tracklist, arriva il turno della nevrotica e tirata "Love Cuts", probabilmente il miglior episodio tra gli otto proposti in compagnia della successiva "The Offering", dove finalmente i sintetizzatori ritrovano il loro agognato spazio. Quello che infatti latita in "Rendered Armor" è un certo spirito votato alla contaminazione, perché dall'ascolto del disco si nota immediatamente uno stile più quadrato, più canonico, quasi fosse stato eseguito con mestiere un compitino tutto sommato prevedibile. Parliamo di quel coraggio che invochiamo a gran voce in "Devoured Decency" o nella trascurabile "I Can Hear Your Tears", due passaggi che lasciano il tempo che trovano, prima della drammatica "Thought Talk" (dove gli arrangiamenti di matrice country-rock ci riportano al miglior passato dei Ritual Howls) e della chiusura affidata alle note di "All I've Known", ancora meccanico post-punk (questa volta senza infamia e senza lode).

Era lecito attendersi qualcosa in più da questo "Rendered Armor", un album breve e compatto cui manca quel guizzo vincente presente invece nei due precedenti lavori. Osare non è certo un peccato, proprio alla luce di quanto fatto egregiamente in questi ultimi anni, invece eccoci qua ad ascoltare un disco confezionato con molta cura ma poco propenso a lasciare indelebili ricordi nei mesi a seguire.

(02/05/2019)

  • Tracklist
  1. Alone Together
  2. Mother Of The Dead
  3. Love Cuts
  4. The Offering
  5. Devoured Decency
  6. I Can Hear Your Tears
  7. Thought Talk


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