Rosie Lowe

YU

2019 (Wolf Tone/Caroline Intl) | electro-songwriter, sophisti-funk-pop

Innanzitutto, la luce - un fascio grigio pallido che cattura il soggetto in una posa da Musa d'altri tempi, mentre un sottile tessuto di lino bagnato ne avvolge le forme con candida sensualità. Non potremmo essere più lontani dal blu notte che incorniciava l'austero ritratto di signora di "Control", ma con ripetuti ascolti appare chiaro che l'innata complessità emotiva con la quale avevamo conosciuto Rosie Lowe pervade anche "YU" - il tempo e l'esperienza hanno giusto fatto il proprio corso, invertendo il gioco di luci e ombre tanto nell'immagine quanto nelle più terse trame del songwriting. Le primissime parole da lei pronunciate in apertura del lavoro suonano come una profezia:
It could all be so simple, but...
e pur trattandosi di una breve dedica d'amore, l'atmosfera su "Lifeline" è pervasa da imperscrutabili dubbi e una distorsione di vocoder.
Per comporre il proprio sophomore Rosie si è lasciata coinvolgere dai suoni e dai colori di Londra, optando per un approccio più aperto e collaborativo rispetto a quanto fatto in passato. Poi, col sussidio degli studi di Paul Epworth e del supporto del fido Dave Okumu, ha lavorato la materia sonora allo stesso modo in cui uno scultore toglie al blocco di marmo tutto ciò che non è statua.

La cesellatura delle qui presenti canzoni raggiunge un'invidiabile grazia formale, tra moderni inserti elettronici lounge-jazz, ritmi sostenuti e chitarre che accarezzano il funk e il blues, una perfetta cornice entro la quale Rosie sfiora le corde del passato ma rimane salda nel presente. Vedasi "Little Bird", o quell'andazzo di "The Way" che potrebbe essere uscito da un vecchio album degli Steely Dan ma si mantiene contemporaneo tramite una leggera ossatura ritmica e l'ospitata sul finale del rapper Jay Electronica.
L'accoppiata centrale di "Mango" e "ITILY" rappresenta al meglio l'anima dell'intero lavoro: la prima un lascivo invito erotico in chiave electro/acustica, la seconda un momento di lounge e manti tastiere boreali a far da contorno alla confessione d'amore più British del creato (chi altro se ne uscirebbe con un "I think I love you"?).

Al mini-concerto di riscaldamento tenutosi a Londra lo scorso marzo prima dell'uscita di "YU", Rosie ha eseguito quasi esclusivamente pezzi nuovi, ed è stato ammirabile il modo in cui ha saputo coinvolgere il pubblico con un set di brani ancora inediti (in parte aiutata anche dall'aroma di salvia secca bruciata sul palco e dal sapore della marmellata d'aranci di suo padre venduta in vasetti al banchino del merch). Questa capacità di saper far presa con calcolata maestria si riscontra nei due singoli ufficiali, ovvero l'incalzante "Birdsong" (il cui coro maschile è affidato alle voci di Kwabs, Jordan Rakei, Jamie Woon e Jamie Lidell) e l'accattivante ritmo acciaccato di "Pharoah", che arriva accompagnato da un videoclip al contempo comico e grottesco per mettere in mostra una personalità tutt'altro che timida o sfuggente.

Certamente, il dichiarato amore per gli interludi e per la costruzione di long playing di concetto, porta a momenti inafferrabili quali "Body // Blood", il curioso amore disidratato di "Valium" e l'impalpabile accoppiata di "Shoulder" e "Apologise" che chiude il disco in maniera sin troppo sommessa rispetto alle premesse (avrebbe potuto inserirvi al loro posto quella bellissima "The Light" pubblicata anno scorso e invece rimasta fuori dalla scaletta).
Non sarà forse "YU" a trasformare Rosie in una celebrità. Un disco sofisticato e curato nel dettaglio ma che allo stesso tempo è troppo posato per potersi imprimere nell'immaginario di un grande pubblico solitamente in vena di emozioni più semplici e dirette.
Ma per gli ascoltatori più attenti e per gli amanti del songwriting d'autore, "YU" rinnova la certezza di potersi lasciare andare all'ascolto in tutta calma e a cuore aperto, perché l'autrice sa comunque riportare tutti a casa. Ed è questo il fascino di Rosie Lowe: una giovane donna dall'anima alquanto matura, dotata di una sobria eleganza che ben si rispecchia nei tratti del volto da modella, ma anche un'interprete soffusamente passionale, che non azzarda mai un melisma di troppo o un'emozione fuori posto ed è sempre e solo complementare all'estetica della propria arte. Un'autrice per pochi, forse, ma anche un'autentica garanzia.

(26/05/2019)



  • Tracklist
  1. Lifeline
  2. The Way feat. Jay Electronica
  3. Birdsong
  4. Pharoah
  5. Valium
  6. Mango
  7. ITILY
  8. Little Bird
  9. Royalty
  10. Body // Blood
  11. UEMM
  12. Shoulder
  13. Apologize




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